«Ora peseremo le mele una a una» Sui social impazza la rivolta
ROMA LA RIVOLTA contro il balzello sui sacchetti bio infiamma i social e fa sollevare le associazioni dei consumatori. Tra Facebook e Twitter, è tutto un postare immagini di arance, mele, banane, cetrioli, acquistati e marcati uno a uno pur di non sottomettersi all’ obbligo del bio-shopper. Per non parlare della valanga di commenti, tra l’ ironico e l’ infuriato, che sta alimentando la rabbia contro questa nuova tassa sul macinato 4.0. I movimenti dei consumatori, dal Codacons all’ Aduc, cavalcano la protesta dentro e fuori i supermercati. Così si moltiplicano le polemiche e le stime dei costi per i cittadini. E c’ è chi arriva a parlare di una spesa annua di 15 euro in media a famiglia. Mentre, secondo l’ Osservatorio di Assobioplastiche, il costo annuale dei sacchetti per una famiglia dovrebbe oscillare tra i 4,17 e i 12,51 euro, considerando una media di 139 spese all’ anno nella grande distribuzione e un consumo annuo per famiglia di 417 sacchetti. Certo è che, al di là dei conti in tasca, la novità è stata accolta molto male dai consumatori in carne e ossa nei mercati e nei supermercati e dai consumatori virtuali sui social. si va da «Aoh, e mo’ ve li buco sti sacchetti» al più tradizionale e ripetuto «piovono sacchetti, governo ladro», dall’ insistenza sull’ inutilità dell’ obbligo a fini ecologici («È solo un trucco per rubarci altri soldi») all’ appello a «pesare le mele a una a una» come marchingegno per evitare di ricorrere ai sacchetti a pagamento. Con l’ aggiunta del più innocuo «ma i guanti usa e getta per mettere la frutta nel sacchetto si pagano?». FINO ALLA raffica di veri e propri insulti nei confronti del Pd, del governo, di Renzi, considerati colpevoli di aver dato il via libera al nuovo onere per i cittadini. Tanto che, al contrario, si moltiplicano i post, più o meno fake, di coloro che mandano avanti Silvio Berlusconi a promettere l’ eliminazione della tassa una volta vinte le elezioni. Per finire con coloro che si fanno sostenitori di alternative non onerose. C’ è chi, per questo, plaude alla Svizzera, che ha introdotto da qualche mese le multi-bag: sacchetti a retina, riutilizzabili e lavabili in lavatrice a 30 gradi, su cui si possono staccare e attaccare le etichette con il prezzo dei prodotti acquistati. Claudia Marin.
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