23 Aprile 2019

«Ora pagaci con i bitcoin altrimenti diciamo tutto»

Trenta chiamate al giorno alla polizia postale di Modena da parte di persone, di qualsiasi età, che hanno ricevuto una mail piuttosto minacciosa sul proprio account. Nella missiva si rivela che l’ account della persona è stato “hackerato”, che in questo modo i richiedenti hanno potuto avere il pieno controllo del computer e dei dati sulla navigazione e, scandalo, è stata scoperta una navigazione in parecchi siti a luci rosse. Da qui il pretesto per far scattare la minaccia: se non si vuole fare sapere al mondo i propri viaggi da internauta del sesso allora bisogna pagare. Cliccando preoccupatati del pericolo la mail porta ad aperture di altre pagine, dove ci sono le indicazioni su come e dove materialmente versare il prezzo del silenzio, ovvero oltre cinquecento euro in bitcoin. Casi segnalati anche da Codacons, casi che finiscono tutti alla polizia postale che prova ad incastrare queste che sembrano vere e proprie organizzazioni di truffatori. Dietro ci sono siti esteri, chi malauguratamente ha avuto l’ idea di pagare non vedrà più i soldi, il denaro non è tracciabile . —

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