Ora la Cassazione “riabilita“ l`autovelox
-
fonte:
- Il Secolo XIX
Valide le multe quando non si riesca a contestare immediatamente l`infrazione. I cinque casi previsti
Roma Come dicono ora le associazioni dei consumatori, la Cassazione da sola non fa legge, ma è certo che l`ultima sentenza aumenterà la confusione tra gli automobilisti. Giudicando una causa nata in provincia di Chieti, la prima sezione civile della Corte di Cassazione ha stabilito che è valido il verbale di accertamento di un`infrazione rilevata mediante autovelox, anche nell`impossibilità della contestazione immediata da parte del vigile accertatore, se l`apparecchio in uso consente la verifica del superamento del limite di velocità solo dopo il transito del veicolo. La Corte ha accolto il ricorso del Comando di Polizia municipale dell`Unione dei Comuni della Marrucina contro una sentenza del Giudice di pace che – su ricorso di un cittadino – aveva annullato il verbale di accertamento con il quale, nel 2001, era stata contestata un`infrazione per il superamento del limite di velocità nel centro abitato di Orsogna (Chieti).
Secondo la Suprema Corte, in base all`art. 384 del regolamento di esecuzione del codice della strada, «deve considerarsi impossibile la rilevazione immediata nei casi in cui l`apparecchiatura consenta la determinazione dell`illecito in tempo successivo, ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento, o comunque nella impossibilità di essere fermato».
Di qui una sentenza che sembra ribaltarne altre precedenti, anche se la Cassazione sottolinea che «ove l`apparecchiatura non consenta la determinazione dell`illecito se non dopo il transito del veicolo, è sempre consentita la contestazione successiva, mentre solo ove l`apparecchiatura permetta l`accertamento dell`illecito prima del transito del veicolo la contestazione deve essere immediata, ma sempre che – prosegue la sentenza – dal fermo del veicolo non derivino situazioni di pericolo e che il servizio sia organizzato in modo da consentirla, nei limiti delle disponibilità di personale dell`Amministrazione». Il multato dovrà ora pagare 570 euro a fronte dell`importo iniziale di 130 euro della contravvenzione.
A beneficio degli automobilisti, dopo questa sentenza e quella precedente del 22 febbraio del 2001 si possono riassumere in cinque i casi in cui sia legittima la multa a posteriori:
1) quando si passa il semaforo col rosso
2) quando si sorpassa in curva
3) se la multa viene fatta da un agente a bordo di un mezzo pubblico
4) se la violazione viene accertata in assenza del trasgressore (è il caso classico del divieto di sosta)
5) se la contravvenzione è elevata con i modelli di autovelox che rilevano la velocità solo dopo il passaggio del veicolo.
Cosa devono fare ora gli automobilisti? Ecco un consiglio dei Codacons: «La conferma della Cassazione della validità delle multe con l`autovelox non deve trasformarsi in una forma di “spremitura“ degli automobilisti, per consentire ai Comuni di fare cassa. I vigili, nel verbale della contravvenzione, devono specificare i motivi per cui è stato impossibile fermare il conducente della vettura sanzionata, dove si trovavano al momento dell`infrazione, e tutti gli elementi utili per giustificare la non contestazione immediata».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: autovelox, Cassazione, contestazione, contravvenzione, infrazione, multe, vigili
