1 Marzo 2013

“Ora la banca è più sicura” Mps lancia i Monti-Bond

“Ora la banca è più sicura” Mps lancia i Monti-Bond

Arriva il salvataggio di Montepasschi, grazie ai Monti-Bond La banca Monte dei Paschi di Siena cerca di voltare pagina e mettere in salvo il patrimonio e i suoi cinque secoli di storia. A otto mesi esatti dal primo via libera del governo al salvagente delle obbligazioni, di fatto una sorta di aiuti di Stato, la banca senese ha finalmente emesso i MontiBond, gli strumenti finanziari sottoscritti dal ministero dell’ Economia che metteranno in sicurezza il patrimonio dell’ istituto finito al centro della cronaca per lo scandalo-derivati e per l’ acquisizione di Antonveneta. Un’ operazione quest’ ultima, pagata a caro prezzo nel 2007 (9 miliardi di euro contro i 6,6 miliardi pagati pochi mesi prima dal Santander), su cui sta cercando di fare luce la magistratura. Il via libera ai Monti-Bond, per oltre 4 miliardi, è arrivato ieri dal Cda di Mps che si è riunito alle 14,30. Per la banca è un’ importante boccata d’ ossigeno e ieri più di un consigliere ha commentato: «Ora la banca è più sicura». Il Cda ha passato in esame anche la situazione dei fidi e alcuni aspetti della compliance della banca. In Borsa il lancio dei Monti bond è stato accolto con entusiamo: Mps ha guadagnato l’ 1,25% a 0,21 euro. L’ emissione riguarda obbligazioni che sono sottoscritte dal Tesoro per oltre 4 miliardi. Una cifra che va letta così: 2 miliardi di titoli di nuova emissione, 1,9 miliardi dei vecchi Tremonti bond mai restituiti alle casse dello Stato (l’ ex direttore generale Antonio Vigni nel 2010 diceva che li avrebbe rimborsati nel 2012) e 171 milioni d’ interessi sui precedenti bond che ora non vengono rimborsati in contanti, ma con nuove obbligazioni visto che la banca chiuderà il 2012 in perdita per effetto della maxi-pulizia nei conti. La banca nelle ultime settimane ha più volte ribadito che intende rimborsare i Monti bond il prima possibile, anche perché gli interessi sono salati: 9% il primo anno, poi a salire. Il termine ultimo per la restituire il prestito è il 2016, un anno dopo rispetto al piano iniziale, modificato in seguito alla richiesta di fine anno di altri 500 milioni per tamponare l’ emorragia derivati. I titoli tossici Santorini, Alexandria e Nota Italia hanno infatti un impatto negativo sul bilancio 2012 per 730 milioni. Il presidente Alessandro Profumo spera, comunque, di rimborsare i Monti-Bond già nel 2015. A pensarla in modo diverso è il presidente dell’ Adusbef, Elio Lannutti, da tempo impegnato tra Tar e Consiglio di Stato (prossima udienza il 22 marzo) per sospendere l’ operazione, invano. Secondo il presidente dell’ associazione i Monti-Bond non sono altro che «un regalo a fondo perduto». Della stessa idea anche quelli del Codacons che ha già annunciato di voler impugnare la sottoscrizione da parte del Tesoro di fronte al Tar del Lazio. Il 28 marzo, invece, il Cda di Mps si riunirà per tirare le somme sul danno ereditato dalla gestione dell’ ex presidente Giuseppe Mussari. Profumo e l’ ad Fabrizio Viola alzeranno il velo sul risultato di gestione che dovrebbe evidenziare un rosso di oltre 2 miliardi (secondo il consensus stimato da Bloomberg), di cui 730 milioni per colpa della finanza allegra della “banda del 5%” e delle svalutazioni fatte nei trimestri precedenti. Ieri intanto Mussari è stato interrogato per tre ore dal pm Vincenzo Senatore della Procura di Salerno che coordina l’ inchiesta sul crac del pastificio Amato. Mussari è coinvolto nell’ indagine per un prestito concesso al gruppo napoletano. Poi è stato interrogato Franco Ceccuzzi, ex sindaco di Siena, coinvolto nella stessa indagine sul crac Amato e destinatario con Mussari di un avviso di garanzia. Per oggi è atteso invece l’ interrogatorio dell’ ex direttore finanziario di Mps, Marco Morelli. Il 28 marzo il consiglio esaminerà i conti 2012, previsto un risultato in rosso per 2 miliardi.

luca fornovo

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