25 Maggio 2007

Ora il vero pericolo è la diossina sprigionata dai roghi

UN`ALTRA giornata tragica per l`emergenza rifiuti in Campania, con punte di crisi in provincia di Napoli, dove si ripetono incendi di cassonetti e proteste da parte dei cittadini, e consueta ridda di polemiche politiche, alimentate anche dalle forti dichiarazioni dell`altro ieri del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Mentre dalle 20 di ieri è stata chiusa l`attività di conferimento a Caivano. Nell`attesa che trascorrano i 10 giorni indicati dal commissario straordinario per l`emergenza, Guido Bertolaso, continua ad essere molto problematica la situazione in alcune aree dell`hinterland di Napoli. Anche alcune bretelle di raccordo, tra la tangenziale di Napoli e la zona flegrea, presentano molte aree di sosta quasi completamente occupate dalla spazzatura. In un altro centro del napoletano il fuoco ha danneggiato le condutture del gas. E ci sono ancora circa 2.700 tonnellate di rifiuti da raccogliere metre proseguono le disinfezioni, finora 606 e alcune scuole e mercati di paesi limitrofi restano chiusi. Un quadro sconfortante che ha indotto il Codacons a denunciare il rischio di un`epidemia ed a chiedere per alcune zone a rischio “di trasferire i residenti in hotel o zone senza emergenza“. Ieri c`è stata bagarre in consiglio regionale della Campania, dove i consiglieri di An hanno occupato l`Aula ed esposto uno striscione con la scritta “In Campania il centrosinistra è monnezza“. Sull`episodio è intervenuto il coordinatore regionale di An per la Campania, Mario Landolfi, secondo il quale “Bene ha fatto il gruppo regionale di Alleanza Nazionale ad occupare l`Aula del Consiglio, in quanto l`atteggiamento del centrosinistra è ancora più grave alla luce delle parole del Presidente della Repubblica Napolitano che invita le istituzioni a far sentire l`autorità dello Stato“. E il vicepremier Francesco Rutelli ha detto: “credo che il presidente Prodi abbia già preso i provvedimenti indispensabili. Le parole del Presidente della Repubblica impongono al Parlamento atti forti e consequenziali“. Sulla vicenda non è intervenuto il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, che però in giornata ha ricordato, attraverso una nota, che “i pericoli per la salute non vengono né da discariche ben attrezzate, né dai termovalorizzatori che sono necessari. I pericoli vengono dai rifiuti tossici, che per anni sono arrivati qui da ogni parte del Paese, dalle discariche abusive, contro le quali troppo spesso non si protesta, e dagli incendi appiccati ai cassonetti“. Intanto il procuratore antimafia Pietro Grasso, rispondendo ad una studentessa in Sicilia ha dichiarato: “Capisco i ragazzi di Napoli, lì c`è una situazione scoraggiante. Certo essere circondati da una montagna di rifiuti non è una condizione che può ispirare fiducia nello Stato“. E non si placa la polemica a distanza tra il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino e il leader dell`Udc, Pierferdinando Casini, che aveva parlato di collusioni tra camorra a politici, scatenando la reazione del primo cittadino, che lo aveva invitato a “fare i nomi“. “È la Iervolino che mi deve dire i responsabili della questione morale“, ha replicato ieri Casini. “Non è accettabile che una subalternità, almeno psicologica, nei confronti della camorra paralizzi una classe politica che deve fare le centrali per lo smaltimento dei rifiuti“, ha aggiunto. Anche il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, è intervenuto esprimendo “molta fiducia“, nei confronti del commissario straordinario per l`emergenza rifiuti Guido Bertolaso, cui ha rinnovato “il sostegno e la nostra solidarietà“, meno fiducia invece “per le autorità della Campania“. Bondi ha annunciato che raccoglierà firme per una petizione popolare che chieda le dimissioni del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, ritenuto uno dei responsabili del disastro.

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