12 Marzo 2014

«Ora il prefetto sia garante dei diritti dei cittadini»

«Ora il prefetto sia garante dei diritti dei cittadini»

Deve intervenire il prefetto diffidando il comportamento illegittimo del Comune». Piero Mongelli, del Codacons, rivolge un appello formale al rappresentante locale del Governo, affinchè prenda posizione in difesa dei diritti dei cittadini, «vessati dalle multe per ticket di sosta scaduto». L’ avvocato Mongelli aggiunge legittima – ribadisce Mongelli – e che l’ avviso bonario, prima applicato poi revocato dal Comune, era in linea con la legge. Eliminandolo, l’ Amministrazione ha messo in atto un comportamento illegittimo». Mongelli aveva fatto riferimento ad una sentenza del giudice di pace, Silvano Trane, su ricorso presentato dall’ avvocato Andrea Fusaro, che ha statuito che, conformemente alle posizioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel caso del mancato rinnovo del grattino «non possono essere applicate le sanzioni di cui al medesimo articolo 7, commi 14 e 15, del Codice, in quanto si riferiscono alle diverse fattispecie di sosta senza aver corrisposto alcun importo, ovvero di sosta oltre il limite di tempo consentito o effettuata da categorie di veicoli non ammesse alla sosta stessa». Già all’ epoca Mongelli aveva rimarcato che «il giudice Trane aveva evidenziato che la posizione fosse notissima al Comune». Diverso è il caso di mancata attivazione del dispositivo di sosta, aggiunge Mongelli, ovvero di mancata esposizione del titolo di pagamento, direttamente sanzionata dal Codice del la strada. «Appare evidente che le linee seguite dal Comune sono in contrasto con il Codice della strada – aveva detto all’ epoca e ribadisce oggi il rappresentante del Codacons – determinando anche una illegittimità ed un abuso di ufficio da parte degli agenti accertatori della sanzione». Mongelli ricorda ancora di aver già chiesto l’ intervento del prefetto, senza alcun risultato. Ora, alla luce del nuovo parere, a maggior ragione ritiene che solo il prefetto possa essere garante dei diritti dei cittadini. Anche secondo l’ avvocato Alessandro Presicce, dell’ Adoc, il parere del Ministero non rappresenta, automaticamente, alcuna garanzia per i cittadini. «Per avere ragione bisogna fare ricorso al Giudice di Pace – spiega – che comporta una spesa di 37 euro. Appare più facile, veloce e meno oneroso pagare i 28 euro della multa che, tra l’ altro, si riducono se corrisposti nei primi cinque giorni». Non ci sono gli estremi per un rimborso “in automatico”. Presicce consiglia ai cittadini ai quali fosse elevata una contravvenzione per titolo di sosta scaComunque, il responsabile dell’ Adoc annuncia l’ adozione di un provvedimento – segnalazione o sollecito – che chiami in causa il sindaco Paolo Perrone. Contemporaneamente, auspica l’ intervento del legislatore per uniformare l’ operato delle amministrazioni comunali. [e.t.]
 

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