8 Luglio 2008

Ora il Codacons denuncia Costa e Berlusconi

Dopo il ricorso al Tar, ecco le denunce alla procura. Anzi, a due procure, quelle di Vicenza e di Roma, invitate a fare luce rispettivamente sul comportamento del commissario Paolo Costa e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Non si arresta l`azione legale del Codacons sulla questione Dal Molin. Dopo aver condotto la battaglia amministrativa davanti al tribunale amministrativo, ottenendo la sospensiva che ora blocca i lavori all`aeroporto, l`associazione apre un capitolo davanti alla magistratura ordinaria: con una nota diffusa ieri, il Codacons ha annunciato i “due esposti“. COSTA NEL MIRINO. Il primo, come detto, è indirizzato alla procura di Vicenza contro il commissario straordinario del Governo, Paolo Costa e “fa riferimento alla nota inviata dallo stesso Costa all`allora ministro della Difesa Arturo Parisi, con la quale si propone una accelerazione sull`ampliamento della base Dal Molin“. Il Codacons chiede ai magistrati di accertare “se il comportamento di Costa possa configurare eventuali reati quali abuso e omissione di atti d`ufficio, falsità materiale ed ideologica e frode processuale“. Tutto ciò, afferma l`associazione nella nota, “in relazione al tentativo non solo di raggirare la poplazione – utilizzando la “favola“ del riuso della sola area ad ovest della pista di aviazione – ma soprattutto di eludere la valutazione di impatto ambientale, scavalcando anche le competenze del ministero dell`Ambiente. “Ci sono tutti i presupposti per una denuncia – commenta Giancarlo Albera, portavoce dei comitati No base che si sono appoggiati al Codacons -. Ricordo che la nota di Costa a Parisi e il benestare di Prodi agli Usa sono due atti presentati dall`Avvocatura di Stato solo al Consiglio di Stato; ma il 18 giugno davanti al Tar, si negava ancora che esistessero“. ESPOSTO SU BERLUSCONI. Il secondo esposto è stato presentato alla procura di Roma e riguarda le dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che domenica ha assicurato che la base si farà. Ora il Codacons chiede che si apra un`indagine “per verificare se queste dichiarazioni possano configurare reati quali inosservanza alle disposizione dell`Autorità, relativamente alla decisione assunta dal Tar Veneto, e pressioni sull`organo collegiale, in considerazione della prossima decisione“, attesa il 29 luglio, “del Consiglio di Stato“ sul caso Dal Molin. LA RUSSA INSISTE. Ieri, intanto, è intervenuto anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa: “Concordo pienamente – ha detto – con le dichiarazioni del presidente Berlusconi“. Per La Russa l`ipotesi del referendum è “priva di logica“. Anche perché, dice, “l`area in questione per la sua natura e destinazione non è neanche ipotizzabile possa essere alienata a privati o enti pubblici. Il ministero della Difesa non intende metterla in vendita“.

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