12 Settembre 2006

Ora i genitori controllano i voti su internet

Toscana Ora i genitori controllano i voti su internet
Qualche novità tecnologica ma tanti edifici non sono a norma. Vola il prezzo dei libri
Nelle materne per la prima volta assegnati tutti i docenti

Niente tutor né portfolio, in questi giorni le scuole della Toscana riaprono i battenti all`insegna del rinvio della riforma Moratti e della continuità didattica e organizzativa, una scelta che non spiazza la nostra regione, dal momento che lo scorso anno nessuna scuola toscana aveva optato per l`anticipo della riforma. In compenso, si ampliano i margini dell`autonomia a livello locale. La Regione, ad esempio, si candida a sperimentare il trasferimento delle competenze amministrative e la gestione del personale. Anche a livello comunale o di singolo istituto le innovazioni non mancano, come nel caso del liceo livornese che mette online, con password, una sorta di registro elettronico nel quale i genitori potranno vedere le assenze, i ritardi e i voti conseguiti dai ragazzi. Ci saranno anche gli alunni di una scuola fiorentina che avranno la ventura di utilizzare per primi banchi e sedie garantiti dal Forest Stewardship Council che certifica la provenienza da foreste “eticamente gestite“ di tutte le parti in legno degli arredi scolastici. Oppure i ragazzi di un altro istituto del capoluogo che attendono l`assegnazione della certificazione ambientale per la loro scuola che ha pannelli solari, serbatoi per la raccolta dell`acqua piovana e un orto concimato con il compost originato dalla raccolta differenziata. L`avvio dell`anno scolastico, insomma, è un mix di vecchi problemi, a cominciare dall`adeguamento degli edifici scolastici che non sempre sono a norma, per finire con il caro-libro, dato che quest`anno il Codacons stima in circa 650 euro la spesa media necessaria per mandare un figlio a scuola. Vecchia piaga irrisolta è anche la situazione dei precari: gli insegnanti senza contratto stabile sono poco meno di 8mila, più del 16 per cento dell`intero corpo docente regionale, ma l`esercito dei precari sale a 12mila addetti, con una percentuale del 21 per cento, se si considera anche il personale tecnico e amministrativo. Per fortuna, almeno sul fronte della scuola materna le cose vanno meglio: quest`anno, infatti, per la prima volta tutti i docenti delle scuole materne statali sono stati assegnati. In questo modo, il numero delle classi potrà essere aumentato. Nel solco della consuetudine, due fenomeni relativamente recenti: l`aumento del numero degli iscritti e, soprattutto, la crescita dei ragazzi stranieri. Al via, infatti, quest`anno ci saranno 474.211 studenti, di cui 428.841 iscritti alle scuole statali e 45.370 che frequentano gli istituti non statali. Rispetto all`anno scorso l`aumento è di quasi settemila unità, un trend in linea con quanto registrato negli ultimi anni, ma che si sta affievolendo. Aumentano infatti gli iscritti alle elementari e alle superiori, mentre sono in lievissima flessione gli alunni della materna. Continua invece il costante aumento degli alunni stranieri, sia di prima che di seconda generazione. Negli ultimi 5 anni l`incremento annuale è stato costante, contribuendo in misura notevolissima alla crescita complessiva. La colonia straniera conta quasi 32mila studenti, prevalentemente concentrati nelle province di Firenze, Arezzo e Prato e con una presenza prevalente di albanesi, ad eccezione di Prato (Cina) e Arezzo (Romania). “Quest`anno – commenta l`assessore regionale all`Istruzione Gianfranco Simoncini – il ritorno sui banchi sarà caratterizzato, almeno dal punto di vista normativo, da un quadro di maggiori certezze rispetto al passato. Certo, ci sono delle criticità da risolvere e ci aspettiamo che il nuovo governo metta al centro delle sue politiche la scuola, leva indispensabile per riavviare lo sviluppo del Paese“. Tra le criticità, anche la situazione del patrimonio edilizio che ha ricevuto un solo stanziamento negli ultimi quattro anni. Alcune scuole sono state chiuse e altre rischiano di chiudere, così, per la prima volta, la Regione ha creato un fondo regionale (2 milioni di euro l`anno, per tre anni), per aiutare i piccoli Comuni, per lo più montani, che non riescono a sostenere le spese di ristrutturazione, costruzione o messa a norma.

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