Ora i farmaci dimagranti fanno paura
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fonte:
- il Tirreno
Allarme dei medici: la sperimentazione non è sufficiente
LIVORNO. «Una richiesta contenuta ma costante in alcune zone, molto limitata invece in altre. Il tutto tenendo conto del fatto che si tratta di farmaci di «fascia C», quindi a carico del paziente, per i quali non esiste una possibilità di monitoraggio attraverso le ricette del servizio sanitario». Non è facile neppure per gli addetti ai lavori, come nel caso della Ur.To.Far, l`Unione regionale dei farmacisti, capire la reale diffusione dei farmaci a base di sibutramina attualmente sospesi dal Ministero perché sospettati di avere provocato la morte di almeno due pazienti (una 28enne di Roma ed una 38enne della provincia di Mantova) desiderose di uscire dal tunnel dell`obesità in cui stanno entrando un numero sempre maggiore di italiani.
Reductil, Ectiva e Reduxade, tre nomi per la stessa specialità riprodotta rispettivamente nelle versioni della Abbott (proprietaria tra l`altro della molecola, come ha spiegato al Tirreno un portavoce di Farmindustria), della Bracco e della Glaxo Smith-Kline, «non sono infatto facilmente controllabili dal punto di vista della diffusione – spiega il direttore della Ur.To.Far., Bartolomeo Bardelli – perché si acquistano con una ricetta in bianco non ripetibile che deve essere conservata dalla farmacia per almeno sei mesi, ma niente di più. Inoltre, su queste specialità non è mai stata fatta un`indagine specifica anche se l`uso, nella nostra regione, non risulta assolutamente esteso». «Tra l`altro – continua Bardelli – gli stessi comunicati arrivati dal Ministero della Salute ci hanno creato non poche perplessità: da una parte, infatti, si diceva che il provvedimento di sospensione dal commercio doveva avvenire dal momento della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale; dall`altra si parlava invece di renderlo immediatamente esecutivo. Noi abbiamo deciso di adottare la massima precauzione possibile e di seguire quindi quest`ultima strada».
I medici di base. «Io ho prescritto questi farmaci abbastanza poco, diciamo per due o tre pazienti che hanno interrotto il trattamento per motivi puramente economici», commenta Riccardo Conticelli, medico di base a Rio Marina. E` bene infatti ricordare che le tre specialità vengono vendute (vedi tabella) a circa 78 euro per il dosaggio da 10 milligrammi ed a 93 per quello da 15. Costo che copre 28 giorni di un trattamento che, secondo le indicazioni, dovrebbe andare avanti per almeno sei mesi.
«Se uno legge il foglietto illustrativo – prosegue il dottor Conticelli – scopre che gli effetti indesiderati segnalati dai pazienti sono esattamente quelli indicati: sostanzialmente, aritmie cardiache e rialzi di pressione. Il farmaco svolge il suo compito con efficacia, ma bisogna anche dire che con queste sostanze ci vuole molta attenzione perché la sperimentazione, da sola, non basta».
Le morti sospette. A spaventare sono soprattutto quei due decessi (ieri si parlava di un terzo caso riguardante una donna del Cremonese, ma il Ministero per ora ha smentito): il primo riguardante una ragazza di 28 anni alta circa un metro e sessanta e del peso di quasi 130 chili che aveva preso un farmaco a base di sibutramina per tre giorni prima di sospenderlo per disturbi gastrointestinali ed entrare successivamente in coma; e poi la 38enne che nel dicembre scorso era arrivata in ospedale con una grave agitazione psicomotoria per poi morire poco dopo. Stava facendo una dieta dimagrante, mentre assumeva un cocktail delle medicine sotto inchiesta insieme a prodotti di erboristeria. Intanto, sono scese in campo anche le associazioni dei consumatori che hanno invitato a maggiori ricerche sugli effetti dei farmaci e chiede uno stop alla pubblicità ingannevole; il Codacons ha invece presentato un esposto in 20 procure ipotizzando il reato di omicidio colposo.
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