7 Novembre 2011

Opportunità poco nota a cittadini e operatori  

Opportunità poco nota a cittadini e operatori
 

Il giudizio è nel complesso favorevole, anche se qualche perplessità rimane sul fronte della privacy e dell’ effettiva portata del provvedimento nello snellire le liste di attesa per l’ accesso al Servizio sanitario nazionale. È questa in sintesi la valutazione, da parte di alcune associazioni dei consumatori, del Dm dell’ 8 luglio 2011 scorso (sulla Gazzetta Ufficiale del 1° ottobre): quello che prevede che le farmacie possano fungere anche da centro per la prenotazione di visite ed esami per gli utenti che, presentando la ricetta medica e la tessera sanitaria, richiedano di usufruire dei servizi sanitari offerti dalle strutture dell’ ambito territoriale di riferimento. Il provvedimento si inserisce nella trasformazione delle farmacie in centri di servizi e fa seguito all’ altro Dm (di attuazione del Dlgs 156/2009), quello del 16 dicembre 2010, sulle «prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ ambito dell’ autocontrollo» (test su sangue, urine e gravidanza) e sulle riabilitazioni fisioterapiche eseguibili in farmacia. «Il decreto di ottobre introduce una riforma utile – dice Pietro Giordana segretario generale del Codacons – sia per chi risiede in piccoli paesi sia per le persone anziane che non dovranno più contatare direttamente la struttura sanitaria per prenotare la prestazione, ma potranno rivolgersi alla farmacia più vicina». Giudizi positivi anche da Articolo 32, l’ associazione per la tutela del diritto alla salute "affiliata" al Codacons. «È una novità da accogliere favorevolmente – commenta Cristina Adduci presidente di Articolo 32 – non resta che attendere l’ applicazione pratica della riforma per valutarne gli effetti e correggere eventuali storture». Sulla stessa lunghezza d’ onda è anche Francesca Moccia, coordinatore nazionale Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. «Il paradosso di questa riforma – aggiunge però Moccia – è che da una parte amplia le possibilità offerte ai cittadini di accedere al servizio nazionale sanitario, ma dall’ altra lascia inalterate le lunghe lista di attesa. L’ auspicio è che la novità funga da stimolo per aprire ai Centri unici di prenotazione anche quelle strutture medico-sanitarie che ancora oggi non sono collegate ai centri stessi». Altre perplessità su come la riforma si può riflettere sulla tutela della riservatezza. «Il decreto prevede un’ informativa, il riconoscimento dell’ assistito e il consenso al trattamento dei dati – spiega Giordana – occorre però capire quali informazioni verranno richieste e trattate e come il diritto alla privacy sia garantito in questo contesto. Resta poi il fatto che deve essere sempre il paziente a scegliere quale sia la struttura sanitaria alla quale rivolgersi e la farmacia non deve condizionare tale scelta né indirizzarlo a un ambulatorio anziché un altro». Sembra poi che il decreto ministeriale dell’ 8 luglio 2011 sia passato un po’ inosservato. «A più di un mese dalla pubblicazione del provvedimento, da parte degli utenti non ci è giunta alcuna segnalazione o richiesta di chiarimento sull’ opportunità che offrono le farmacie di erogare il servizio di prenotazione per visite ed esami presso le strutture sanitarie territoriali – osservano dal Codacons -. La sensazione è che la novità in arrivo sia poco nota». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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