Operazioni elettorali, norme da rivedere
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Sulle opera zioni elettorali le norme sono da rivedere. E’ quanto sostiene il Codacons di San Giorgio che evidenzia una sorta di similitudine tra le anomalie elettorali denunciate a San Giorgio Ionico nel 2016, e quelle recenti di Martina. «L’ Italia, un tempo culla del diritto, sembra essere diventata il paese dell’ appros simazione e del “tanto chi se ne frega”, violando spesso i diritti dei cittadini. Dopo le note polemiche di San Giorgio, si apprende con rammarico che anche a Martina si lamentano errori di conteggio in alcune sezioni alle ultime amministrative. Lascia perplesso il fatto che la maggior parte delle doglianze – sostiene riflettendo il Codacons di San Giorgio in una lettera aperta – risulterebbero simili: l’ incongruenza tra votanti e voti scrutinati, la non corrispondenza delle schede nulle e delle schede bianche, la diversa contabilizzazione e trascrizione del numero dei voti ai candidati sindaci. Presunti errori, compiuti dai Presidenti di seggio, che hanno obbligato i rispettivi candidati e coalizioni danneggiati, sia prima a San Giorgio che successivamente a Martina, a ricorrere al Tar per contestare i risultati convalidati dall’ Uffi cio Centrale, con buona pace dei propri portafogli viste le spese legali da sostenere». Il Codancos concentra la sua «attenzione» proprio sull’ ufficio centrale. «Abbiamo sempre ritenuto l’ Ufficio Centrale la com missione appositamente nominata, con costi e spese a carico della collettività, delegata a verificare l’ esattezza dei dati di scrutinio e convalidare la nomina degli eletti. Organo indipendente necessario per l’ esatto raggruppamento dei voti alle liste e ai candidati e di garanzia di imparzialità. Or dunque, noi non ci permettiamo di esprimere opinioni sul ruolo dell’ ufficio Centrale, ma non possiamo non rilevare che nella sostanza a quest’ organo mancherebbe il potere di rettifica dei dati della sezione quando questi dati risulterebbero incongruenti ed errati già in sede di prima verifica. Questo è quanto avvenuto proprio nelle sezione 3 di San Giorgio, che ha visto non solo convalidare da parte dell’ ufficio centrale dai riportati in verbale dal Presidente di seggio in modo inesatto e incongruente, ma soprattutto vedere confermate tali incongruenze anche nella successiva verifica prefettizia ordinata dal giudice. Può ritenersi normale questa procedura che potrebbe anche ed eventualmente esporre sul piano giuridico i Presidenti di seggio ad una querela di fatto? E normale che di fronte ad una evidente e sostanziale incongruenza, l’ ufficio centrale debba restare inerme e lasciare che l’ incongruenza venga valutata solo dal Tar senza che la stessa commissione abbia il potere di rettifica? Tutto questo sarebbe da rivedere per il bene della trasparenza e della giustizia».
