3 Giugno 2009

Operazione-rifiuti da un milione

L’emergenza a Palermo. I mezzi dell’Amia al lavoro per raccogliere 4.400 tonnellate di immondizia  Il piano coordinato dalla Protezione civile a carico del governo

  ROMA Liberare le strade di Palermo da quasi 5mila tonnellate di immondizia in una settimana. L’obiettivo posto dal sindaco del capoluogo siciliano Diego Cammarata inizia a prendere consistenza dopo la ripresa della raccolta dei rifiuti iniziata lunedì notte e la riunione di ieri nella sede dell’Amia. Un briefing, quello tenutosi nel pomeriggio tra il primo cittadino della città siciliana e i vertici dell’ex municipalizzata, che intendeva chiarire due aspetti. Primo: il Comune è in grado di fornire una cronologia degli interventi che dovranno ricondurre la situazione alla normalità. «Entro le 4 di domattina verranno raccolte 800 tonnellate di rifiuti – ha precisato Cammarata – e da domani alle 5, con i turni mattutini, verranno raccolte dalle 1300 alle 1400 tonnellate al giorno d’immondizia». Una corsa contro il tempo, ma anche un impegno economico che il responsabile regionale della Protezione civile, Cocina, e i ventisei dirigenti delle società d’ambito riuniti ieri hanno quantificato in circa 100mila euro al giorno. Un milione di euro, in totale, la spesa prevista per ripulire Palermo dallo sfacelo dei giorni scorsi. Secondo obiettivo della riunione: tranquillizzare l’opinione pubblica in una città finita nel caos dopo una settimana di stop dei netturbini e gli oltre 500 roghi appiccati, già da venerdì scorso, da parte di cittadini esasperati. «Sono lieto che frai lavoratori dell’Amia abbiano prevalso la ragionevolezza ed il rispetto per la propria città». Le parole usate da Cammarata al termine dell’incontro sembrano sancire il raggiungimento della tanto attesa tregua tra l’amministrazione e i lavoratori dell’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti nel capoluogo siciliano. Una tregua che mostra sempre più i limiti d’intervento, allo stato delle cose, dell’amministrazione comunale che anche al tavolo di lunedì, in prefettura, ha assunto il ruolo di portavoce delle rassicurazioni giunte negli ultimi due giorni da Roma. Garanzie che includono anche i fondi destinati alla Protezione civile e i 95 milioni di euro che l’Amia vanta nei confronti di comuni e degli Ato e che dovrebbero preservare i livelli occupazionali e di sicurezza sul lavoro dell’azienda di smaltimento. Oggi, intanto, entreranno in azione i 40 autocompattatori supplementari – 26 usati e 16 nuovi – "noleggiati" dalla Protezione civile regionale presso gli Ato delle altre province siciliane. Ma quello di oggi dovrebbe anche essere il giorno d’ingresso, sulla scena del marasma-rifiuti palermitano, per le quattro squadre del Genio- circa 150 militari – inviati dal governo. La conferma è giunta ieri dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha detto sì all’impiego dell’esercito per fronteggiare l’emergenza, avvertendo, però, subito dopo che la cosa «non può essere un’abitudine». La Russa ha accolto così la «richiesta cortese » giunta dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ponendo in sostanza la condizione che «le autorità ricorrano ai militari solo quando è veramente indispensabile». Un quadro complessivo che inizia a muoversi in maniera parallela alla prosecuzione delle indagini, già avviate da parte della Procura del capoluogo siciliano, sulle «spese pazze» degli ex vertici dell’Amia. Anche il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, intanto, ha annunciatola presentazione di una denuncia per l’eventuale consumazione di omissioni in atti d’ufficio e per la verifica di possibili «versamenti di rifiuti in discariche abusive».
 

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