22 Settembre 2005

Operata di appendicite, muore un?altra bimba

La tragedia all?ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto. Dieci i medici indagati per la morte del ragazzino a Messina


Operata di appendicite, muore un?altra bimba
Nuovo caso in Sicilia, la vittima aveva 12 anni. I genitori: diagnosi sbagliata






PALERMO – C?è un?altra mamma in Sicilia che inveisce contro i medici e grida «me l?hanno ammazzata». Perché un?altra semplice operazione di appendicite si è conclusa nell?ospedale di Barcellona, mezz?ora da Messina, con la morte di una bambina di 12 anni, Miriam Bucolo. Drammatico replay di quanto accaduto nella città dello Stretto lunedì mattina per Davide Campo, pure lui dodicenne. Per la sua morte sono stati indagati dieci medici. Lutti e malasanità in successione dopo la morte a Palermo il 26 agosto di una partoriente, Angela Pagano, e il 5 settembre di un bimbo di nove mesi, Francesco Paolo Spoto, spentosi sotto l?anestesia per un intervento correttivo a labbro e palato.
L?ultimo calvario è cominciato a Barcellona lunedì quando la piccola Miriam, presa da fortissimi dolori addominali, è stata portata di corsa dal papà, Sebastiano Bucolo, all?ospedale di Milazzo. Ma non c?era posto. E questo impiegato dell?ufficio tecnico comunale di Barcellona che avrebbe preferito un presidio più grande ed attrezzato è dovuto tornare in fretta nella sua città rivolgendosi ai medici della Chirurgia guidata dal primario Giuseppe Idotta.
Diagnosi immediata: appendicite. E operazione fissata per ieri, a mezzogiorno. «Un?ora al massimo», avevano detto a Bucalo e alla mamma di Miriam, la signora Francesca, adesso disperata: «Non sono state fatte né lastre né Tac prima di operarla. Perché? Non si fanno le verifiche?». E il padre: «Forse non si trattava solo di appendicite. Sbagliata la diagnosi». E? lo stesso dubbio della Procura di Barcellona e del magistrato piombato in ospedale subito dopo il decesso, Olindo Canali, pronto a sequestrare le cartelle cliniche e ad interrogare fino a notte Idotta e i suoi colleghi. Dicono che l?operazione effettuata a mezzogiorno con sondino e telecamera ha registrato subito l?imprevisto. Perché i medici si sarebbero accorti della presenza, sotto l?appendice, di «una grossa massa sospetta». Dubbiosi, suturati i punti d?accesso degli strumenti, Miriam sarebbe stata rispedita in corsia. Ma le sue grida di dolore le avrebbero sentite tutti, spiega l?avvocato subito ingaggiato dalla famiglia, Paolo Pino. Di qui la decisione di effettuare immediatamente una Tac e tornare in sala operatoria aprendo l?addome come si faceva una volta, in laparoscopia.
Un disastro. Il cuore di Miriam non ha retto. Ed è cominciato il dramma per i genitori e il calvario giudiziario per una struttura sanitaria già sotto choc perché al Policlinico di Messina 10 medici erano stati indagati in mattinata per l?operazione di lunedì scorso. Adesso tutti dicono di voler fare luce. Anche l?assessore alla Sanità della Regione siciliana Giovanni Pistorio che proprio ieri ha trasmesso alla magistratura gli atti sulla morte di Angela Pagano: «Non ci saranno compiacenze». Ma il Codacons, provocatorio, s?appella al ministro Storace chiedendo la chiusura degli ospedali di Messina. Mentre a Palermo tre medici vengono condannati ad un risarcimento record: 1 milione e 200 mila euro per un bimbo sopravvissuto 10 anni fa ad un parto mal riuscito ma impedito per sempre nei movimenti.

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