26 Maggio 2016

Operarono gamba sbagliata, la prima udienza

Operarono gamba sbagliata, la prima udienza

Chirurgo e anestesista nel respongere l’ accusa sostengono di avere eseguito l’ intervento al ginocchio sinistro e non al destro, perché nel preparare la paziente si sono resi conto al tatto che era più urgente operare quell’ arto. Carmela Grasso …Anche l’ Ospedale Garibaldi potrebbe dover rispondere come responsabile civile dell’ errore commesso in sala operatoria da due suoi chirurghi che nel 2013 hanno operato una paziente alla gamba sbagliata. Ieri a Catania prima udienza, davanti al Tribunale monocratico, del processo contro i medici Domenico Borrello e Pietro Barbaro, imputati per lesioni aggravate ai danni di Cristina Viola, giovane bracciante agricola di Pachino (Siracusa), che all’ epoca dei fatti aveva 22 anni. “Abbiamo anticipato al giudice – spiega l’ avvocato Dario Pastore, insieme al collega Massimo Gozzo legale della vittima – che citeremo in giudizio l’ Ospedale Garibaldi come responsabile civile del reato che quindi dovrà rispondere in solido, ovvero con un risarcimento patrimoniale, del danno procurato alla paziente. Diverso il discorso per i due medici che, oltre a rispondere personalmente e col proprio patrimonio, dovranno confrontarsi in aula con le conseguenze di un reato di natura penale”. Nel corso dell’ udienza di ieri – le cui decisioni sono rinviate al 12 ottobre prossimo – si è registrata anche la costituzione come parte civile di due associazioni di consumatori, il Codacons e la Prolegis. L’ episodio in questione risale al 20 novembre 2013, quando Cristina Viola, operaia nelle serre di Pachino di ortaggi di Pachino entra in sala operatoria nell’ ospedale Garibaldi per sottoporsi a un intervento di routine. L’ arto sofferente è il ginocchio destro, per il quale durante le consuete visite ambulatoriali era stato programmato un in tervento chirurgico al legamento crociato. Risvegliatasi dall’ anestesia, però, Cristina Viola scopre drammaticamente che il ginocchio operato non è quello malato (il destro), ma quello sano (ovvero il sinistro). Da qui comincia una ve rae propria odissea per il recupero della funzionalità della gamba operata. Fisioterapia propedeutica al necessario intervento alla gamba destra, che nel frattempo – pur essendo sofferente – aveva sopportato il carico di quella che era sana ma aveva perso la normale funzionalità in seguito all’ operazione. Secondo il Pm Alfio Gabriele Fragalà i due medici avrebbero agito con “imperizia e negligenza” cagionando un danno permanente alla parte offesa. Loro respingono le accuse sostenendo di avere eseguito l’ intervento al ginocchio sinistro, e non al destro, perché “dopo l’ anestesia si sarebbero resi conto al tatto che era più urgente operare quell’ arto”. Cristina, oggi 25enne e mamma da quattro mesi, ricorda con terrore quel periodo: “Mi ha stravolto la vita: avrei dovuto sposarmi e invece ho rimandato e per adesso con tutte queste spese abbiamo scelto di convivere. Mi ci sono voluti sei mesi di convalescenza per potermi sottoporre alla nuova operazione. E ho pure perso il lavoro perché non potevo più sostenere tutta quella fatica in piedi, per ore nelle serre. Per adesso mi dedico al mio bambino”. (*CARG*) IN BREVE.

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