28 Luglio 2020

Opas Intesa-Ubi, Silchester e Car dicono sì. Si va verso il controllo totale

Sono arrivate due adesioni importanti all’ Opas lanciata da Intesa Sanpaolo sulle azioni di Ubi Banca , un’ operazione che ieri Consob ha allungato di 48 ore fino al 30 luglio. Infatti hanno detto sì il fondo Silchester, che detiene l’ 8,5%, e il Car, che ha in mano quasi il 19% dei titoli della banca bergamasca attraverso le fondazioni Crc e Banca del Monte di Lombardia, Cattolica Assicurazioni e un gruppo di sei nuclei imprenditoriali di Brescia e Bergamo. Già le fondazioni e Cattolica avevano deciso di aderire all’ opas di Intesa , conferendo circa l’ 11% complessivo del capitale. L’ adesione di tutto il Car all’ Opas, quella del fondo Silchester e la quota degli arbitraggisti, che dovrebbe essere di almeno il 15%, stanno proiettando Intesa verso il superamento del 66,7% (ieri la banca milanese ha raccolto il 43,48%) di capitale necessario per controllare l’ assemblea straordinaria ed effettuare la fusione con la conseguente cessione delle oltre 500 filiali Ubi a Bper , come richiesto dall’ Antitrust. Il Car, si legge in una nota, “dopo il parziale riconoscimento del valore economico di Ubi, ma soprattutto dopo aver ricevuto ampie rassicurazioni riguardo alla tutela e valorizzazione del personale di Ubi, alle aspettative del territorio, anche attraverso la continuità degli enti finalizzati localmente ad attività di solidarietà sociale, con disponibilità ad incrementare le erogazioni attuali, alla continuità nello sviluppo dei progetti in corso con attenzione ai valori della Banca, al rapporto di collaborazione con gli imprenditori azionisti, ha deciso di aderire all’ Opas di Intesa Sanpaolo “. Intanto a Piazza Affari Ubi recupera l’ 8,5% a 3,59 euro mentre Intesa viaggia attorno alla parità a 1,8 euro dopo che ieri il titolo della banca bergamasca era crollato. Questo perché, come ha spiegato Equita Sim a milanofinanza.it , nei due giorni precedenti la conclusione dell’ Opas non c’ è più il tempo per comprare le azioni sul mercato e poi conferirle in Opas a Intesa , ovvero quello che hanno fatto fino alla settimana scorsa i fondi di arbitraggio che hanno rastrellato almeno il 15% del 25% dei titoli in mano ai piccoli azionisti, secondo i desk operativi. Questo perché i piccoli soci hanno fatto emergere con le associazioni di categoria (per esempio Confconsumatori) diverse difficoltà a portare a compimento la cessione in filiale e hanno trovato più agile vendere i titoli in borsa. Nel frattempo, oggi arriva anche la diffida del Codacons a Ubi dopo la decisione della Consob di prorogare di due giorni la scadenza dell’ Opas. L’ associazione dei consumatori, che sul caso aveva presentato un esposto all’ Authority, ha diffidato la banca bergamasca chiedendo “di fornire informazioni corrette, trasparenti e imparziali ai propri azionisti, allo scopo di garantire scelte consapevoli e autonome ai risparmiatori”. Nei giorni scorsi l’ associazione aveva denunciato alla Consob “le informazioni fuorvianti fornite ai risparmiatori e in grado di alterarne le scelte economiche”. Anche la Commissione, nel concedere due giorni in più per concludere l’ operazione, “ha sottolineato la necessità per gli azionisti di Ubi di disporre di un’ informativa completa e corretta per un adeguato periodo di tempo”. Codacons chiede oggi a Ubi di “spiegare in modo semplice e comprensibile anche ai non addetti ai lavori perché non sarebbe conveniente aderire all’ Opas aumentando il valore di mercato delle proprie azioni”. Già nella giornata di ieri, a due giorni dalla precedente scadenza, le adesioni risultavano superiori alla media delle più recenti Ops, aveva notato Equita . Come in tutte le precedenti operazioni, l’ ultimo giorno di offerta vedrà l’ adesione di investitori istituzionali e arbitraggisti grazie ai quali molto probabilmente Intesa potrà superare la soglia obiettivo di offerta. La banca guidata dall’ amministtratore delegato Carlo Messina ha offerto un concambio iniziale di 1,7 volte cui ha aggiunto una settimana fa 0,57 euro per azione per un concambio finale implicito di 2,019 volte. Grazie all’ Opas il titolo Ubi, a differenza delle altre banche italiane di medie dimensioni, tratta con un rapporto Prezzo/Tangible Equity di 0,52 volte rispetto a Bper che viaggia a 0,35 volte e Banco Bpm a meno della metà, 0,21 volte, secondo i calcoli di Equita . La Sim milanese ha consigliato di adeire all’ Opas, così come gli analisti americani di Keefe, Bruyette & Woods, grazie al fatto che il premio è passato dal 28% iniziale al 44,7%. (riproduzione riservata)

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