18 Maggio 2011

“Opa Parmalat, il prezzo è troppo basso”

«Opa Parmalat, il prezzo è troppo basso»
 

MILANO – Non si arriva a definirla ostile. Ma il diavolo si nasconde nei particolari, in quelli che ci sono come in quelli che non ci sono: lo stringatissimo comunicato rilasciato dal board della Parmalat sull’ Opa dei francesi di Lactalis bolla i 2,6 euro offerti come incongrui rispetto al «valore del capitale economico di Parmalat nel contesto di un’ operazione di presa di controllo» . Insomma, bocciatura dell’ Opa, nel migliore dei casi, e per giunta all’ unanimità. Per partecipare, l’ amministratore delegato di Luxottica, Andrea Guerra, negli Stati Uniti per lavoro, ha incastrato la videoconference call nella sua agenda. Un segnale importante visto che il manager insieme a Marco De Benedetti aveva votato contro il rinvio dell’ assemblea in uno dei precedenti board. Per adesso rimane il giallo su quale dovrebbe essere la corretta valutazione della società, visto che di prezzi ieri non si è parlato. Anzi, qualcuno lo ha definito un board, «formale e noioso» . Il pepe che non c’ è stato doveva essere il rilancio e dunque la richiesta di un possibile ritocco che il mercato aveva anticipato portando il prezzo di mercato a 2,65 euro, sopra dunque il valore dell’ Opa. Ieri il titolo è restato fiacco su 2,61. La chiave di lettura del giudizio è tutta legata al «cambio di controllo» . Il passaggio da una public company a una società sotto il diretto comando di Lactalis per il board- sentita anche la valutazione di Goldman Sachs che non avrebbe prodotto la fairness opinion – richiede dunque altro denaro. Si capirà nelle prossime 24 ore se c’ è la quantificazione di questo «beta» nel comunicato dell’ emittente che la società sta preparando insieme alla Consob per spiegare la decisione. Il tempo stringe visto che l’ offerta parte lunedì prossimo. Ieri intanto è emersa qualche indiscrezione sui documenti del consiglio: «Il prospettato consolidamento potrebbe comportare un indebolimento del gruppo» si legge, secondo Radiocor, nella prima bozza del comunicato dell’ emittente. «Le limitate sinergie nella produzione e il concentrarsi del gruppo su mercati maturi e prodotti con bassa marginalità – si legge ancora – potrebbe rappresentare un rischio per Parmalat su dividendi e investimenti» . Adesso la palla passa al Tar del Lazio che oggi si esprimerà sull’ esposto presentato dai consumatori (Codacons e l’ Associazione Utenti Servizi finanziari, bancari e assicurativi) che avevano chiesto la sospensione dell’ Opa sulla base di presunte violazioni del Tuf. Il Codacons ha inviato anche un esposto al pm Francesco Greco.

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