Ong, ora litigano pure i ministri
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fonte:
- Gazzetta del Sud
alfano: «ha ragione zuccaro». orlando: «al viminale era distratto»
Tiziana Caroselli ROMA La presunta collusione fra alcune organizzazioni non governative e il traffico di migranti ipotizzata da Luigi Di Maio, dopo aver trovato una sponda nel procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, è sfociata in uno scontro nel governo. Il Premier Gentiloni, arrivando al vertice Ue sulla Brexit, è cautamente intervenuto affermando che «se ci sono da parte della magistratura informazioni attendibili e credibili, non sarà certo il governo a contrastarle» ma questo, ha precisato, va distinto dal fatto che «l’ attività delle organizzazioni di volontariato è preziosa e benvenuta». Si è, invece, decisamente schierato a fianco di Zuccaro il ministro degli Esteri, Angelino Alfano: «Io do cento per cento di ragione al procuratore, perché ha posto una questione vera» ha detto. «Sono degli ipocriti e dei sepolcri un po’ imbiancati quelli che si indignano a comando. Cioè, se i magistrati dicono cose che a loro piacciono, allora i magistrati possono parlare; se dicono cose che a loro non piacciono, i magistrati devono stare zitti» ha aggiunto. Parole che non sono affatto piaciute ministro della Giustizia Orlando: «Non credo si debbano sostenere le tesi del procuratore di Catania, bisogna sostenere le inchieste del procuratore di Catania e sulla base di queste trarre delle conclusioni. Se Alfano è convinto che abbia ragione nel descrivere quel quadro di insieme che il procuratore indica, e che io non sono in grado di confutare, c’ è da chiedersi perché non se n’ è accorto quando faceva il ministro degli interni. Probabilmente è una distrazione di Alfano». Immediata è arrivata la replica del titolare della Farnesina. «Non cercavo la polemica col collega Orlando e mi sorprende la sua dichiarazione. Ho difeso il procuratore. Ho fatto la dichiarazione che avrebbe dovuto fare il Guardasigilli Orlando se non fosse assente da via Arenula» perché «in campagna elettorale permanente». E se il presidente del Senato, Piero Grasso, bacchetta il pm etneo – «Bisogna parlare delle indagini quando sono concluse non quando sono in corso» – e lo stesso fa il vice presidente dell’ Anm, Antonio Sangermano, definendo le dichiarazioni di Zuccaro «certamente inopportune, al di là delle positive intenzioni che sembrano averle ispirate», il M5S coglie l’ occasione per rilanciare. «Perché la politica sta attaccando Zuccaro? Forse perché sta indagando sul Cara di Mineo? Il serbatoio di voti dei partiti siciliani e non solo» scrive su Facebook Luigi Di Maio, che, dopo aver criticato l’ atteggiamento di Grasso e Boldrini, «che dovrebbero essere al di sopra delle parti e che invece hanno deciso di prendere parte alla fiera dell’ ipocrisia sulle Ong», viene rintuzzato sullo stesso social dal presidente del Senato: «Caro Luigi – ha scritto – sei giovane, ma faresti bene a ricordarti che a tutte le età si può e deve imparare. Hai già dimostrato più volte di avere grosse lacune in storia, geografia e diritto: qualche lezione ti sarebbe utile». Controreplica di Luigi Di Maio: «Caro Grasso, io non smetto mai di imparare nella vita, ma dal suo partito che prendeva soldi dal business degli immigrati non ho proprio nulla da apprendere». Intanto, mentre sul caso «ong-migranti» si moltiplicano le prese di posizione, il Codacons ha depositato formale costituzione di parte offesa nell’ inchiesta aperta dalla Procura di Catania e un’ istanza di sequestro per fare luce sui movimenti bancari delle organizzazioni. Il primo maggio partirà una raccolta di firme – promossa da Radicali Italiani e da numerose organizzazioni impegnate sul fronte dell’ immigrazione – per superare la «Bossi-Fini».
tiziana caroselli
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