25 Febbraio 2018

Oneri, tasse e servizi di rete: bollette della luce Bancomat dello Stato

 

Bollette della luce sempre più utilizzate come sportelli Bancomat per prelevare soldi dai consumatori. È la situazione paradossale che si verifica in Italia, dove la bolletta dell’energia si arricchisce sempre più di voci che nulla hanno a che vedere con i consumi elettrici. Lo denuncia il Codacons, che nei prossimi giorni depositerà un ricorso al Tar della Lombardia contro la delibera dell’Arera che vorrebbe imporre un nuovo balzello agli italiani per recuperare gli oneri di sistema non versati dalle società che vendono energia.

“La situazione attuale registrata in Italia ha dell’assurdo – spiega l’associazione -. Su ogni singola bolletta elettrica, infatti, gli italiani pagano il 32% di tasse e oneri e il 14,5% di servizi di rete. Per quanto riguarda le imposte, sulle fatture recapitate alle famiglie pesano voci che poco o nulla hanno a che vedere con i consumi elettrici: i famosi oneri di sistema contengono balzelli quali ‘oneri nucleari’, ‘agevolazioni per il settore ferroviario’, ‘enti locali che ospitano impianti nucleari’, ‘agevolazioni alle industrie energivore’. Parte del gettito derivante da tali voci finisce direttamente nelle casse dello Stato, e la somma dei vari oneri di sistema pesa per il 19% su ogni singola bolletta pagata dai consumatori”.

Discorso a parte merita il Canone Rai, che per decisione del Governo a partire dal 2016 viene riscosso ratealmente attraverso le bollette della luce.

Tra tariffe in aumento, balzelli e oneri vari, il costo medio annuo per la fornitura elettrica a carico di una famiglia tipo è passato dai 467 euro del 2012 ai 535 euro del 2018, con un incremento pari a +68 euro in 6 anni (+14,5%). Anche in considerazione dei forti rincari delle bollette subiti dai cittadini negli ultimi anni, il Codacons si opporrà al Tar a qualsiasi addebito degli oneri di sistema non versati dagli operatori dell’energia.

“In tal senso è assolutamente inutile e dannoso per i consumatori invocare incontri con l’Autorità per l’energia o col Ministro dello sviluppo Calenda per tentare una mediazione: l’unica strada percorribile è quella del ricorso al Tar e alle aule di tribunale, come già ha fatto la nostra associazione ottenendo il blocco degli aumenti delle tariffe elettriche” spiega il Codacons.

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