Ondata di aumenti: consumatori sul piede di guerra
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fonte:
- La Nuova Venezia
Ventisei camionisti indagati per aver causato l`interruzione dei servizi pubblici
Lo stop costa 20 euro a famiglia
Ondata di aumenti: consumatori sul piede di guerra
Finito il blocco dei Tir si è scatenata la speculazione. Manca la merce, dunque c`è poca offerta? Sale il prezzo, visto che è rimasta invariata la domanda. Gli italiani, adesso, rischiano di pagare un conto salatissimo. Insomma, chi non ha subito danni diretti dal blocco dei Tir, subisce quelli indiretti quando va a fare la spesa. Le ciliege, d`accordo, non sono un frutto di stagione, ma ieri a Roma erano in vendita a 15 euro al chilo, un prezzo decisamente folle. Le varie associazioni di consumatori stanno facendo i conti. Secondo il Codacons, lo stop degli autotrasportatori costerà 20 euro a famiglia. “Contro gli aumenti ingiustificati – dicono – presenteremo denunce ai Nas in tutta Italia“. “Fra lunedì e ieri – dicono all`Adoc – i prezzi dell`ortofrutta e del pesce sono aumentati del 5%“. Alcuni esempi? Il salmone affumicato è salito del 3,5%, i gamberoni dell`8,3%, le cozze del 3,3%. E poi l`insalata del 6,2%, i mandarini del 3,5%, le lenticchie, uno degli alimenti natalizi per eccellenza, arrivano a costare 4,30 euro al chilo, in crescita del 19,4%. Un primo allarme arriva dal ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro: “Lo stop ha avuto effetti drammatici. Gli autotrasportatori non si sono resi conto della drammaticità di aver messo in ginocchio l`Italia“. Durante questi giorni di blocco dei trasporti, i piccoli negozi sono riusciti a rifornirsi, magari da grossisti locali, ma i grandi supermercati hanno presentato gli scaffali vuoti. E ora ci vorrà qualche giorno per tornare alla normalità (domenica ai Tir sarà consentito viaggiare). A stimare i danni di quanto avvenuto è anche la Cia, la Confederazione italiana agricoltori. “Il primo rischio – dicono – è che sui mercati arrivino alimenti la cui qualità è stata irrimediabilmente compromessa perchè rimasti troppo tempo sui camion. E poi la merce arrivata sui mercati ha subito aumenti del tutto ingiusitificati. In particolare, ortaggi e frutta (spinaci, sedani, finocchi e cavolfiori) hanno subito impennate anche del 50%. L`agricoltura nel suo complesso ha subito un danno di 600 milioni di euro“. La Coldiretti, invece, ha mandato i suoi rilevatori al mercato. Oltre alle ciliege da 15 euro, ecco i fagiolini a 12 e il pomodoro ciliegino a 4 euro. Le zucchine sono a 5, le mele fuji a 2,4 e le clementine, che arrivano dalla Calabria, a 2,5. “Inoltre – spiega la Coldiretti – sono spariti i cartellini che, oltre al prezzo, devono indicare la provenienza della merce“. Tre associazioni di consumatori hanno presentato esposti-denunce alle principali dieci procure della Repubblica, chiedendo interventi nella prevenzione di abusi e speculazioni. Il Codacons, oltre i rincari, stima un danno di 1 miliardo di euro al giorno (quindi 3 miliardi di totale) perchè ci aggiunge le fabbriche rimaste ferme, i benzinai a secco, i supermercati semivuoti. In effetti il sistema industriale ha sofferto moltissimo e tornerà alla normalità solo nei prossimi giorni. La Barilla torna a regime entro sabato, la Bauli riprende mercoledì. Intanto si scopre che era pronto un blitz ordinato dalla procura di Roma per sgombrare il casello di Roma sud sulla A1. La polizia era pronta a intervenire con il sequestro degli automezzi. Per i magistrati, i camion fermi hanno determinato “condizioni tali da precludere o rallentare in modo grave il passagio di autoveicoli destinati a servizi pubblici, quali ambulanze e mezzi di socorso, pubblici servizi di linea, mezzi adibiti al trasporto di generi alimentari destinati agli ospedali e la fornitura di farmacie, scuole e cliniche“. Al momento sono 26 i camionisti indagati. A loro si è risaliti dal numero di targa degli automezzi. La situazione del traffico, ieri, è tornata normale in tutta Italia. Gli ultimi ad arrendersi sono stati i 300 camionisti che avevano bloccato la Catanzaro-Lamezia Terme. Invece il blocco dei mezzi ha aggravato la situazione dei rifiuti in Campania. Ci sono da raccogliere 70 mila tonnellate in tutta la regione, 3 mila solo a Napoli.
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