“Omosessuali: comportamenti a rischio Covid” La brutta figura viaggia fra Ministero e Asl5
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fonte:
- la Repubblica
Pareva una bufera di responsabilità tutta ligure, si è trasformata in un ancora più clamoroso caso nazionale. L’incredibile vicenda dell’inserimento dell’omosessualità tra le “categorie a rischio” nei moduli per la richiesta della vaccinazione anti Covid dell’Asl5 nello Spezzino, si è rivelata piuttosto un concorso di colpa in cui a fare la figura peggiore è stata la macchina statale nel suo complesso. A determinare l’errore che ha scatenato lo sdegno di un Paese intero, l’accostamento dei «comportamenti» degli «omosessuali» quelli di «tossicodipendenti» «soggetti dediti alla prostituzione» tra i soggetti a rischio considerati nei documenti interni dell’Anagrafe vaccini, sarebbe stato infatti – oltre, naturalmente, alla leggerezza di chi ha elaborato il modulo negli uffici dell’azienda sanitaria spezzina – un sostanziale copia e incolla da vecchi linee guida ministeriali. «È stato ri- erroneamente un vecchio documento usato per le donazioni di sangue», chiariranno sia la stessa Asl, sia una nota del Ministero. Un palleggio di responsabilità che non però ha evitato di trasformare la giornata politica in un fuoco incrociato di polemiche, alla pubblica amministrazione un gravissimo scivolone. A fare da miccia era stata la segnalazione sui social del consigliere regionale Ferruccio Sansa. «Ci augureremmo che fosse un fake, chiediamo a Regione, ad Alisa e Asl5 come sia possibile», la sua denuncia su Facebook. Poche parole che fanno deflagrare il caso. In Regione le opposizioni attaccano la maggioranza («Chiediamo scusa ai cittadini liguri per non essere riusciti ad evitare di essere governati da una classe dirigente di questa natura», si dichiara da Pd e Articolo 1), la notizia diventa di dominio nazionale («Una vergogna», chiosano da Roma i parlamentari liguri, Raffaella Paita da Iv e Luca Pastorino da Leu), l’episodio finisce in Procura (con l’esposto dedicato annunciato dal Condacons) e a prendere le distanze è anche il governatore Toti. Ma dopo le scuse pubbliche della stessa Asl5 («Il documento era scaricabile sulla nostra rete intranet, è un errore grave che elimineremo subito», il mea culpa del direttore Paolo Cavagnaro), ecco la sorpresa. Dal sito del Ministero della Salute, tra i manuali “interni” per la gestione dell’anagrafe nazionale vaccini, emergono diversi altri documenti che riportano l’assurda categorizzazione dell’Asl5 L’ultimo datato febbraio 2021, altri maggio 2018. «Da una prima indagine interna è emerso che la vergognosa inclusione degli omosessuali tra i “soggetti con fattori di rischio” deriva delle linee guida ministeriali – twitta Toti – Questo moltiplica lo sbaglio, certamente non lo cancella. Anzi». i continua a cercare una spiegazione dell’incidente L’origine del caso – si suggerisce tra addetti ai lavori – potrebbe trovarsi nell’anagrafe vaccinale del 2018, dove le persone omosessuali vengono considerate a rischio in relazione all’incremento di casi di Epatite A tra omosessuali dell’anno precedente. Il modulo del vaccino anti Covid dell’Asl5 insomma, potrebbe essere quindi un copia e incolla senza aggiornamenti e con tanta leggerezza. Un concorso di colpa in cui a fare la figura peggiore è comunque, nel suo complesso, l’intera macchina dello Stato. «Potrebbe essere andata così, ma quello che rimane – riflette Claudio Tosi, presidente dell’Arcigay locale – ci lascia tanto da pensare. In questo Paese, evidentemente, anche culturalmente non sono rispettati i diritti di tutti come si dovrebbe».
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