28 Ottobre 2010

Omologate come ciclomotori Il Codacons: “Vanno sequestrate le officine che truccano i mezzi”

Minicar e sicurezza, ora indaga

ROMA – I CARABINIERI del Nucleo radiomobile erano già impegnati dal 13 ottobre scorso in un giro di vite sui controlli alle minicar in circolazione nella Capitale, che nei primi cinque giorni aveva portato a 468 vetture fermate, 33 contravvenzioni per i guidatori e 10 mezzi sequestrati. Ma da ieri la notizia è diventata di respiro nazionale: la Procura di Roma ha aperto un’ inchiesta per verificare la presenza a bordo dei sistemi di sicurezza e quale sia la procedura per l’ omologazione delle «macchinette» tanto in voga eppure così discusse. E se negli ambienti giudiziari si esclude che questa iniziativa possa sfociare in un provvedimento di sequestro su tutto il territorio o di blocco della circolazione per le micro-auto, c’ è invece la possibilità che i magistrati si rivolgano al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti perché emani una direttiva indirizzata alle aziende produttrici sull’ applicazione di più affidabili sistemi di prevenzione-rischi. IL FASCICOLO, per il momento senza ipotesi di reato né indagati, è finito sul tavolo dei sostituti procuratori Laura Condemi e Lina Cusano, già pubblici ministeri titolari delle indagini su due incidenti mortali avvenuti nello scorso aprile a Roma, rispettivamente nella zona residenziale dell’ Olgiata e sulla Tangenziale. A determinare il salto di qualità, cioè gli accertamenti a più ampio raggio sulle minicar, sono arrivati gli esiti delle consulenze tecniche disposte dall’ autorità giudiziaria sui mezzi coinvolti. In particolare, nel primo caso, lo schianto contro uno scuolabus in cui il 12 aprile morì una ragazza di 15 anni al volante della sua minicar, la perizia del professor Alessandro Michelon ha rilevato molti punti critici sotto il profilo della sicurezza. Sul banco degli imputati l’ instabilità delle vetture soprattutto sull’ asfalto bagnato, tanto che nella simulazione di laboratorio viene fissato in 32 chilometri orari il limite di velocità oltre il quale la piccola auto può diventare pericolosa in caso di fondo stradale scivoloso. LA MINICAR dell’ incidente all’ Olgiata viaggiava a 40 km all’ ora e sbandò sulla strada resa viscida dalla pioggia scontrandosi frontalmente con il pulmino: un impatto definito «devastante». Nel mirino anche il mancato rispetto delle regole sull’ omologazione per quanto riguarda i materiali con cui le microcar vengono costruite, considerati troppo fragili per rispettare gli standard raccomandati. «PROPRIO su questo fronte la Procura deve allargare il campo d’ azione – sottolinea il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che a nome dell’ associazione dei consumatori presentò un esposto sull’ incidente del 12 aprile – disponendo il sequestro di quelle officine che, dietro pagamento, truccano le minicar». Ma anche il Movimento dei genitori (Moige) è entrato nella vicenda contribuendo a innescare con il suo allarme quel giro di vite già avviato dall’ Arma a Roma due settimane fa. «Purtroppo in questo campo la logica della prevenzione non è sufficiente e c’ è bisogno di reprimere i comportamenti pericolosi». E per il portavoce di «BastaUnAttimo», la campagna nazionale per la sicurezza stradale, «è necessario il blocco di questi mezzi per dotarli di sistemi di protezione». Bruno Ruggiero.

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