18 Maggio 2004

Omogeneizzati: servono etichette più trasparenti

SICUREZZA ALIMENTARE

Studi scientifici e tribunali hanno messo sul banco degli imputati gli alimenti per l?infanzia ma da tempo le industrie del settore si sono attrezzate per rispondere alla domanda di certezze del mercato
Pesticidi, estrogeni e tracce di Ogm nelle pappine? Le associazioni dei consumatori si mobilitano e il ministero rassicura: tutto sarà «tracciato»

Omogeneizzati: servono
etichette più trasparenti







La fiducia delle mamme nei prodotti dietetici per l`infanzia passa dalle informazioni corrette in etichetta. Le associazioni dei consumatori adesso incalzano le aziende produttrici sul fronte della sicurezza e della salubrità. Alcuni precedenti tengono alta l`attenzione verso questo prodotto. Il più clamoroso, forse, è l`indagine del procuratore della Repubblica a Torino Raffaele Guariniello su alcuni casi sospetti di telarca precoce – il rigonfiamento della ghiandola mammaria che colpisce le bambine prima degli otto anni di età – registrati all`ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Nel mirino della procura sono finite alcune marche di omogeneizzati, sospettate di aver utilizzato per la loro produzione carni contenenti tracce di estrogeni.
«L`indagine è in corso» informa lo staff del procuratore Guariniello. «La faccenda – commenta Linda Grilli (Lega Consumatori Acli) potrebbe anche nascondere problematiche più profonde: da tempo le associazioni ambientaliste denunciano la presenza di estrogeni nell`ambiente mettendo in relazione tale tipologia di inquinamento con i crescenti fenomeni di perturbazione endocrina registrati negli ultimi tempi in alcune parti del mondo, soprattutto in Usa. Mi riferisco, in particolare, ad uno studio condotto dall`Università di Berkeley (California) che ha dimostrato l`azione estrogenizzante – anche a dosi molto basse – dell`atrazina, un pesticida d`impiego molto comune nelle coltivazioni e presente persino nell`acqua potabile».
L`utilizzo di carni importate, specie dal Sudamerica, è motivo di preoccupazione per i consumatori. In passato l`Autority per le Comunicazioni condannò per pubblicità ingannevole alcune ditte produttrici in quanto pubblicizzavano i propri omogeneizzati come assolutamente esenti da rischio Bse, poiché realizzati con carni provenienti dal Sudamerica. Alle società fu riconosciuto lo sforzo di “stringenti controlli“ sulla filiera, ma fu detto che non esistono paesi al di fuori del rischio Bse. L`altro elemento di preoccupazione è l`eventuale presenza di Ogm. In Sudamerica, infatti, si fa largo uso di coltivazioni transgeniche. Per l`avvocato Erminia Cozza (Codacons) «il ricorso a carni importate, se da un lato promette una maggiore qualità nutrizionale, dall`altra, poichè al momento non esiste un sistema di controlli omogeneo, pone altre problematiche, come ad esempio la contaminazione da Ogm, la cui coltivazione è largamente praticata in nord e sud America. Non è escluso infatti che le mandrie, benché al libero pascolo, non arrivino a nutrirsi con foraggi Ogm».
Il 3 maggio del 2002 il Tar del Lazio dichiarò illegittimo il decreto ministeriale del Ministero della Sanità n. 371 del 2001 nella parte in cui consentiva ai prodotti alimentari per lattanti di non indicare nell`etichetta eventuali tracce di ogm contenute nel prodotto. La sentenza ribadì in modo netto il divieto assoluto di ogm nei prodotti alimentari per lattanti, costringendo i produttori a verificare – prima di mettere in commercio le scatole di pappette, latte e di omogeneizzati – se per caso vi siano tracce minime di ogm anche al di sotto dell`1% (il limite generalmente consentito dall`Unione europea per tutti gli alimenti) e di indicarlo in etichetta. Questo perché – affermò il Tar – chi acquista un prodotto per bambini deve sapere con assoluta certezza se questo contiene Ogm, anche in misura infinitesimale. In realtà – fanno sapere al Ministero delle attività produttive – «si dà per scontato che un prodotto completamente esente da Ogm non possa esistere, vista la tolleranza dello 0,90%. La ricerca, certamente, continuerà, e probabilmente si arriverà a garantire l`assenza completa di Ogm. Oggi, però, il quadro della situazione è quello delineato. Dal prossimo anno la tracciabilità sarà obbligatoria per tutti i prodotti. Ma già da tempo le aziende interessate hanno un sistema di tracciabilità che segue l`intero percorso delle sostanze utilizzate».

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