7 Febbraio 2001

Omogeneizzati, giallo sulle etichette

ROMA — È allarme per gli omogenizzati a base di carne bovina. Esaminando le indicazioni riportate sulle etichette di cinque delle marche più diffuse, solo una risulterebbe in regola. L’indagine è stata realizzata dal Codacons.

Solo l’omogeneizzato di manzo «Mellin», spiega l’ associazione, riporta in etichetta l’autorizzazione del ministero della Sanità prescritta per legge. Il Codacons chiede quindi al ministero «di accedere alla documentazione relativa agli atti di autorizzazione ministeriale con i quali si è permessa la produzione e commercializzazione dei prodotti per bambini, nonchè di avviare i dovuti controlli intesi a conoscere età, provenienza, modalità di alimentazione dei bovini impiegati e quant’altro possa risultare necessario per verificare la sicurezza della carne utilizzata negli stabilimenti autorizzati alla produzione di omogeneizzati».

In serata è arrivata la risposta del ministero: «Già dal 1997 l’Italia aveva vietato la produzione, l’importazione e l’immissione al commercio sul territorio nazionale di alimenti per la prima infanzia contenenti cervello, midollo spinale, fegato e altri tessuti viscerali dei ruminanti, indipendentemente dalla provenienza geografica dei capi». Gli omogeneizzati di carne, rileva il ministero, «alla luce della normativa europea, non sono soggetti alla disciplina del ’92, ma devono recare il bollo comunitario CEE L». La produzione e la commercializzazione degli alimenti per la prima infanzia non rientra più nel quadro normativo del decreto legislativo 111 del 27 gennaio ’92. Dall’aprile del ’99, infatti, l’Italia ha recepito le direttive comunitarie che disciplinano l’etichettatura e la composizione dei prodotti alimentari per l’infanzia. La nuova normativa non prevede alcuna autorizzazione preventiva da parte del Ministero della Sanità, necessaria invece fino a quella data».

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