14 Settembre 2020

Omicidio Willy, secondo il Codacons “c’entrano” Wanda Nara e i rapper

 

Willy Monteiro Duarte è morto ammazzato di botte la notte tra il 5 e il 6 settembre a Colleferro. Sulla dinamica dei fatti gli inquirenti stanno ancora indagando: intanto, la procura di Velletri, sulla base degli accertamenti autoptici, ha cambiato capo di imputazione per i 4 arrestati per l’omicidio: da omicidio preterintenzionale in omicidio volontario aggravato dai futili motivi. In molti hanno parlato dell’omicidio di Willy (tra tutti, la senatrice Liliana Segre che, intervistata da La Stampa, ha definito di questo omicidio come il simbolo del “naufragio della nostra civiltà”) ed è arrivato anche il momento del Codacons. Se non fosse uno dei fatti più gravi accaduti nel Paese negli ultimi anni verrebbe da sorridere. Invece a leggere quanto segue rimane retrogusto amaro in bocca. Ecco la nota diffusa dall’associazione dei consumatori: “Alla base dell’omicidio di Colleferro vi sono anche i modelli sbagliati proposti dai social network, dove regnano rapper e influencer che lanciano ai più giovani messaggi deviati e spesso pericolosi. Un esempio di messaggio profondamente sbagliato è quello dato dalla nota influencer Wanda Nara che, in questi giorni, è comparsa in una foto dove il figlio le fotografa il lato B, una forma di violenza verso i minori che vale ora alla star di Instagram, così come ad altre influencer che mercificano i propri figli pubblicando le immagini dei bambini mentre indossano famose griffe, una denuncia del Codacons alla Procura per violazione delle norme sulla privacy dei minori“. Ebbene, il Codacons ha intenzione di far lavorare la Procura della Repubblica, come se null’altro avessero da fare per altro, sulla “responsabilità di Wanda Nara nell’omicidio di Willy Monteiro”. Un modo eccellente per impiegare le pubbliche risorse nel perseguimento della giustizia in tempi brevi, no? Wanda Nara. Che nel frattempo avrà chiamato una squadra di avvocati. E la nota dell’associazione dei consumatori non finisce qui: “Sia i rapper con le loro canzoni intrise di violenza, sia influencer che mercificano il proprio corpo e l’immagine dei loro figli, contribuiscono alla diffusione di messaggi sbagliati che influiscono sui comportamenti dei più giovani. Non a caso gli accusati dell’omicidio di Colleferro apparivano nelle foto pubblicate sui rispettivi profili social con pose da ‘duri’ e atteggiamenti tesi in modo evidente ad emulare i rapper più in voga in questo periodo“. Ora, senza rimarcare quanto fatto e detto nei giorni scorsi da uno dei rapper più noti e seguiti d’Italia sul caso Willy, Ghali, (lo leggete qui), pare superfluo aggiungere qualcosa a quanto già detto del Codacons. Se non, per riprendere quanto detto da Carlo Calenda e condiviso dal rapper Fedez, “qualcuno si occupi del Codacons”.

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