26 Marzo 2021

Omicidio Pompeo Panaro, Codacons chiede intervento Guardasigill

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Roma, 26 mar. (askanews) – Sul caso dell’omicidio di Pompeo Panaro il Codacons, a seguito del servizio trasmesso da le Iene, ha inviato oggi una istanza al Ministero della Giustizia in cui si chiede di aprire una indagine interna e inviare gli ispettori negli uffici giudiziari di Catanzaro e Cosenza per fare luce sull’operato della magistratura calabrese.

Una vicenda iniziata nel 1982 che ad oggi si presenta ancora, a quasi 40 anni di distanza, avvolta dal mistero. “E non tanto sulla fine di Pompeo Panaro, ucciso senza dubbi per mano della ‘ndrangheta il 28 luglio 1982, ma sulla inchiesta giudiziaria che ne è seguita, che risulterebbe affetta da inerzie, anomalie e clamorosi errori. Uno su tutti – il più eclatante: dei 12 indagati per l’omicidio, soltanto uno, nel 2014 (a più di 30 anni di distanza dai fatti) sarebbe stato rinviato a giudizio e poi assolto in quanto collaboratore di giustizia ed in base alle circostanze previste dalla Legge Cirielli”.

“Le posizioni di altri 9 indagati sarebbero state invece stralciate perché, secondo la Procura, tutti deceduti. Se non fosse che, come documentato nel servizio de Le Iene da Alessandro Politi andato in onda lo scorso 23 marzo, soltanto 3 degli indagati risulterebbero essere effettivamente morti. Gli altri 6 sarebbero tutti vivi, alcuni liberi e altri detenuti. Se confermati i fatti, si tratterebbe di un errore gravissimo – commenta il Codacons – che, se analizzato alla luce dell’intero iter procedimentale che si è sviluppato intorno ed a seguito dell’omicidio di Pompeo Panaro, costellato di anomalie, omissioni ed inerzie, sembrerebbe assumere contorni di estrema rilevanza che impongono oggi un intervento da parte del ministero della giustizia”.

“Non solo per la famiglia della vittima, ma per tutti i cittadini che hanno diritto ad un sistema giudiziario efficiente – continua il Codacons – l’associazione ha quindi deciso di presentare una istanza al Ministro della Giustizia e all’Ispettorato Generale del Ministero affinché avviino le ispezioni e le inchieste necessarie per far luce sulla vicenda e accertare eventuali responsabilità, dando anche impulso, se del caso, agli organi della magistratura competenti, affinché procedano nei confronti dei responsabili di errori ed omissioni”.

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