Oltre al titolare della carta di credito
-
fonte:
- Il Mattino
Oltre al titolare della carta di credito, che viene defraudato direttamente (e in questo caso si parla di “danno emergente“), c`è un danno economico anche per il commerciante, perché il materiale rivenduto sottocosto stravolge e falsa il regolare andamento del mercato (“lucro cessante“). Il presidente dell`Ascom, Maurizio Maddaloni, centra in pieno il problema della clonazione delle carte di credito, “una delle questioni in agenda, più volte denunciate anche in sede di comitato per l`ordine e la sicurezza pubblica“, un fenomeno sempre più diffuso. “In tutto questo non va ignorato il ruolo dell`acquirente (incauto acquisto del consumatore), che non sempre è in buona fede“. Una fattispecie “in cui ci sono due beneficiati, chi clona le carte e chi acquista i beni sottocosto (ovviamente se l`affare non si rivela un bidone), e due danneggiati, il titolare della carta ed i commercianti. E così siamo tra i furbi del quartierino e il malavitoso che imbroglia due volte“. Problema all`attenzione delle forze dell`ordine proprio per i pericoli derivanti dall`evoluzione tecnologica. Minori i rischi di truffe negli hotel. “Non ho avuto segnalazioni“, dichiara Pasquale Gentile, presidente degli albergatori napoletani. “Pur non potendo escludere che negli ultimi anni ci sia stato qualche singolo caso, è improbabile che ciò avvenga negli alberghi. Il cliente, quando paga con la carta, deve dare anche un documento. E poi ognuno prende le sue misure per l`identificazione: già quando l`utente chiama per prenotare c`è chi si fa dare l`indirizzo o il numero di casa, chi usa proprio la carta di credito per prenotare. E poi quando il cliente arriva deve dare un documento che viene notificato alla polizia, se è falso risulta dagli schedari“. In campo anche le associazioni consumatori. “Stiamo sollecitando l`Abi a passare dalle carte magnetiche a quelle con microchip, e chiediamo che le prossime carte abbiano anche un numero di codice, che diventerebbe un elemento in più di sicurezza“, dichiara Paolo Landi dell`Adiconsum. Prevista la possibilità per la vittima di essere risarcita dall`emittente della carta, “c`è un impegno assicurativo in questo senso“. Per Giuseppe Ursini e Amedeo Mazzella del Codacons, il problema potrebbe essere stroncato all`origine: “Le banche sono tenute a controllare l`ordine di pagamento – hanno lo specimen, firma autografa del titolare della carta di credito e del conto corrente – dovrebbero controllare la conformità tra l`ordine che arriva e lo specimen“. Il fatto è che “ciò non avviene, perchè nell`era dell`automizzazione l`uomo non guarda più niente“. Fanno tutto le macchine, “c`è una spersonalizzazione crescente del consumatore e dell`ente“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
