Oltre 35mila per l’ apertura La rivolta vola su Fb
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fonte:
- La voce di Romagna
Si mobilita il popolo della notte, quello a cui si rivolge l’ offerta del Cocco da sempre e quello a cui non sta affatto bene una chiusura così lunga di 4 mesi. Una protesta forte e vibrante, che si basa su ragioni essenzialmente compatte, fuori dagli schemi ma fuori anche dagli stereotipi che i perbenisti rilanciano ad ogni piè sospinto. La facciamo breve. Appena saputo della decisione del Questore, su Facebook è stata creata una pagina che non ammette interpretazioni diverse: “Riapriamo il Cocoricò”, è il titolo dato. In poche ore 35mila partecipanti all’ appuntamento già fissato per il 14 agosto, non osiamo pensare a quanto sia già potuto arrivare questa mattina alla riaccensione dei computer e dei tablet. Una marea di gente che non crede alle accuse cadute sul locale preferito, che si ribella nell’ unico modo possibile affidandosi al tam dei tam dei social network, sostenuti da figure epiche del mondo della notte a cominciare dai deejay che al Cocco hanno lasciato il segno. Molti la buttano anche sull’ ironico. Un esempio per tutti: un post in cui c’ è scritto “Caviglia slogata durante un calcetto tra amici. Chiusi tutti i campetti da calcio per 4 mesi”. E c’ è invece chi ricorda il 23enne modenese morto nel luglio del 2013 durante la Molo Street Parade riminese. Gli trovarono MDMA e alcol nel sangue, era tra il pubblico della manifestazione ma niente e nessuno fermò l’ evento né quella sera né negli anni a venire. Potremmo riempire il giornale con post e tweet che girano da ieri mattina tra Facebook e Twitter. Anche l’ Aduc (Associazione Diritti Utenti e Consumatori) a differenza di Codacons, è perplessa. “Se l’ intento e’ scoraggiare il consumo di sostanze potenzialmente nocive, ci domandiamo, a che serve chiudere la discoteca? Forse la polizia, e i loro sostenitori, credono che chiudendo uno dei luoghi in cui clandestinamente e senza il consenso dei gestori si consumano droghe illegali, si risolva qualcosa? A noi sembra pià che altro un’ iniziativa per cercare di mettere a posto la incosciente coscienza di chi l’ ha presa e di chi la sostiene”.
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