22 Aprile 2008

OLIO: CONSUMATORI, IMMAGINE MADE IN ITALY E` A RISCHIO

Nuova bufera per uno dei fiori


all`occhiello del made in Italy, che rischia di vedere


compromessa la propria immagine a livello internazionale. Dopo


il vino e la mozzarella, è l`olio extravergine ad essere al


centro di una truffa scoperta dai carabinieri del Nas.


Uno dei comparti agroalimentari ad avere un giro d`affari tra


i più significativi. L`Italia, infatti, è il 2/o produttore a


livello Ue dopo la Spagna, conta 38 extravergine fra Dop e Igp e


un fatturato da 2 miliardi di euro l`anno.


Secondo l`accusa, in Italia e all`estero, ad essere spacciato


per olio extravergine di oliva, provvisto di etichette di


fantasia, era invece olio di semi di soia, anche ogm, e/o di


girasole, con betacarotene e clorofilla industriale.


L`operazione, condotta da Nord a Sud, ha fatto scattare le


manette per 39 persone, di cui 14 ai domiciliari, mentre sono


finiti sotto sequestro sette oleifici e oltre 25mila litri di


olio, bloccando anche un tentativo di export in Usa e Germania.


Immediate le reazioni di consumatori e organizzazioni delle


imprese agricole. Temono, infatti, una caduta di immagine per i


prodotti italiani, i consumatori dell`Aduc, secondo i quali c`é


il rischio che il Made in Italy possa essere accomunato ad altri


prodotti a bassa qualità. Preoccupato anche il Codacons, che


auspica nuove norme, mentre Federconsumatori chiede di conoscere


i nomi dei prodotti e il loro immediato ritiro. Bene lo stop


alle truffe per Coldiretti e Unaprol, che sottolineano


l`importanza dell`etichetta, già obbligatoria, per indicare la


provenienza delle olive, mentre Copagri ricorda i danni dei


recenti scandali.


“Andrà a finire che all`estero quando dovranno comprare un


prodotto alimentare italiano avranno gli stessi dubbi che


insorgono al momento dell`acquisto di prodotti cinesi“ commenta


Primo Mastrantoni, segretario dell`Associazione per i diritti


degli utenti e dei consumatori (Aduc), secondo il quale“ i


carabinieri stanno facendo un`opera meritoria. Ci chiediamo –


prosegue Mastrantoni – cosa fanno le Asl che istituzionalmente e


regolarmente dovrebbero controllare i prodotti alimentari?“.


Parla di “ennesimo scandalo“ che mina alla credibilità del


made in Italy anche Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che


chiede di inserire in etichetta anche grado di acidità,


informazioni nutrizionali, sottolineando che “non sono ancora


proibiti procedimenti che abbassano artificialmente il grado di


acidità “.


“Bene tolleranza zero a difesa di salute e made in Italy“ è


la posizione di Massimo Gargano, presidente di Unaprol,


Consorzio olivicolo italiano, che come Coldiretti sottolinea


l`importanza del sistema di etichetattura obbligatoria, in


vigore dal 17 gennaio scorso. Di qui “l`importanza di estendere


i controlli“ sull`etichetta per Coldiretti, secondo cui “sono


ancora troppo poche“ le confezioni in regola, mentre occorre


“evitare che la metà dell`olio venduto sul territorio


nazionale sia spacciato per made in Italy, anche se spremuto con


olive spagnole, greche e tunisine“.


Ricorda “il lavoro di tantissimi onesti produttori olivicoli,


che sono la maggioranza“ la Confederazione italiana


agricoltori-Cia, che invita ad “evitare che anche nel settore


dell`olio, si abbatta un`onda allarmistica infondata, che generi


altre psicosi tra i consumatori, con contraccolpi pesanti sul


mercato“. Sullo stesso fronte Franco Verrascina, vicepresidente


vicario di Copagri, che nota come il “caso mozzarella“ e il


“caso vino“, si siano rivelati entrambi estremamente


circoscritti. Intanto “restano i danni che stanno scontando gli


allevamenti di bufala, le macchie sul vino e, ora, quelli


presumibili sull`olio extravergine d`oliva“.

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