16 Dicembre 2014

Olimpiadi: no Codacons. “Andremo in tribunale”

Olimpiadi: no Codacons. “Andremo in tribunale”

“Più che una
candidatura è una presa in giro”, denuncia l’avvocato Rienzi che
ricorda: “Roma è la città delle opere incompiute come la Vela di
Calatrava o la Nuvola di Fuksas”. E poi buche, rifiuti e trasporti da
barzelletta. “Prima la soluzione dei problemi poi i Giochi”. E prepara
il ricorso al Tar. Il sindaco Marino insiste: “Non condivido
l’atteggiamento pessimistico”

Il Codacons impugnerà al Tar qualsiasi provvedimento volto a candidare Roma alle Olimpiadi del 2014. Ne dà notizia  l’associazione dei consumatori, dopo l’annuncio del Premier Matteo Renzi che ha ufficialmente aperto la strada ai giochi olimpici nella capitale.
“Più che una candidatura sembra una presa in giro – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Roma è una città assolutamente inadatta ad ospitare eventi di tale portata, e la prova di ciò chiunque la può leggere girando per la capitale: opere incompiute costate miliardi di euro alla collettività come la Vela di Calatrava a Tor Vergata o la Nuvola di Fuksas all’Eur; buche stradali che si riaprono ad ogni poggia; montagne di rifiuti che invadono le strade; trasporti pubblici insufficienti e inefficienti; sporcizia presente in centro come in periferia; microcriminalità dilagante, solo per citare alcuni esempi”.
“Al contrario di quanto vorrebbero far credere Renzi & C, Roma è tra le città che meno si prestano ad ospitare eventi di portata mondiale. Solo dopo che saranno risolti i tanti, gravi e cronici problemi della capitale, si potrà pensare ad una eventuale candidatura per le Olimpiadi” – aggiunge Rienzi. Per tale motivo il Codacons annuncia già da adesso un ricorso al Tar del Lazio per bloccare sul nascere qualsiasi candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024.
Intano il sindaco Marino cavalca la candidatura a Radio Anch’io: “Roma è la capitale d’Italia ma anche la Città Eterna, una città di cui dobbiamo essere orgogliosi. Buttarsi nel pessimismo, nel ‘no, no, ma tanto non ce la facciamo’ non è il tipo di atteggiamento che io mi sento di condividere”. Certamente il motivo per cui l’Italia, non solo le romane e i romani, si devono fidare è il fatto che a Roma è cambiato davvero tutto. Anche dalle intercettazioni fatte dalla Procura si capisce che questi criminali non si fidano assolutamente della mia amministrazione rispetto a quella precedente. Dicono se vince ‘Marino sono finiti gli affari’”.

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