19 Maggio 2010

OLIMPIADI 2020: ROMA NON PUO’ OSPITARE NULLA SE NON MIGLIORERA’ LA VIVIBILITA’ DELLA CITTA’

    DIFFIDA AL CONI E RICORSO AL TAR LAZIO CONTRO LA DELIBERA DEL COMUNE CHE CANDIDA ROMA AD OSPITARE I GIOCHI OLIMPICI

    Il Codacons ha inviato ieri una diffida al Coni in relazione alla candidatura di Roma per le Olimpiadi 2020, al vaglio oggi della Giunta chiamata a scegliere tra la capitale e Venezia.
    Nell’atto dell’associazione si invitano i componenti del Coni a tener conto dei tanti problemi che caratterizzano la città di Roma, al momento totalmente inadeguata ad ospitare i giochi Olimpici. Motivazioni contenute anche nel ricorso che il Codacons ha notificato al Tar del Lazio, contro la delibera del Comune di Roma che da il via libera alla candidatura della capitale.
    Si legge nel ricorso:
    “Si arriverà alla paradossale situazione per cui una città come quella di Roma, dove un temporale di 10 minuti blocca completamente il traffico e allaga le strade; dove il trasporto pubblico viene effettuato su mezzi vetusti e mal funzionanti; dove la maggior parte delle strade sono disseminate di buche – alle volte “invisibili” e mortali – si impegnerà a compiere una serie di opere che vedranno un impegno economico di notevole entità (si parla di oltre 1miliardo di euro) senza che vengano risolti i problemi primari che affliggono la città e la comunità e, per di più, andando a deturpare il patrimonio ambientale paesaggistico di una zona oltremodo vincolata.
    Una città che ha presentato la propria candidatura dove a breve vi sarà la nomina di un commissario straordinario per il rientro dal debito, la ricognizione e l’approvazione del bilancio e lo stesso Primo Cittadino annuncia sacrifici per i cittadini, aumenti di tariffe per asili, mense scolastiche, suolo pubblico, trasporto locale, ici sulle seconde case.
    Insomma la città non versa nello stato per poter ospitare le Olimpiadi per la semplice e amara considerazione che per il 2020 forse saranno risolvibili in minima parte i problemi che affliggono la Capitale, che non è, pertanto, nelle condizioni di avanzare candidatura alcuna, se non dopo aver risolto le annose questioni ora esposte, e non invertendo come ha fatto, proprio attraverso la candidatura, l’ordine di risoluzione dei problemi: ovvero ottenere la candidatura e poi si risolvere tutti gli altri problemi, mentre, è operante il principio inverso (ovvero: se la città è “in salute” e può permettersi, a livello complessivo, di ospitare le Olimpiadi, ben può presentare e sperare che la candidatura venga accolta).
    Il Comune, con l’avvallo del Ministero dei beni culturali, ha deciso – senza interpellare non solo i cittadini o Associazione di consumatori alcuna – di presentare una candidatura, senza aver predisposto, a quanto è dato sapere, nessun tipo di progetto inteso a preservare il patrimonio ambientale della zona destinata alla realizzazione di un impianto che anzi sembrerebbe verrà realizzato su di zone vincolate, ma sembrerebbe PRIMA stabilendo i siti e solo DOPO risolvendo i problemi derivanti dall’aver scelto delle zone SI RIPETE, VINCOLATE."

    Questi – spiega il Codacons – sono solo alcuni dei motivi contenuti nel ricorso, che dimostrano come Roma, allo stato attuale, non possa ospitare alcun evento di grande portata come le Olimpiadi, se prima non risolverà i tanti problemi che assillano la città. Motivazioni presentate al Coni e al Tar del Lazio, chiamati ora a pronunciarsi sulla candidatura della capitale e sulla legittimità delle scelte della giunta capitolina.

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