2 Ottobre 2019

Oli alimentari: perché scegliere quello di oliva

 

La Campania è una delle regioni italiane in cui si produce olio di oliva di altissima qualità. Ciò nonostante, il consumo di olio di semi è in crescita anche in virtù della falsa considerazione che quest’ ultimo sia “meno calorico” dell’ olio di oliva. Mentre però l’ olio di oliva si ottiene, nella maggior parte di casi ancora con la spremitura a freddo, l’ olio di semi è l’ olio ottenuto dalla estrazione, a mezzo solvente, o dalla pressione meccanica di semi oleosi (arachide, canapa, lino, girasole, sesamo, soia, etc.) e successivamente sottoposto, per essere reso commestibile, a processo industriale di rettificazione, altrimenti detto di “raffinazione”. Tale processo, però, (deacidificazione, decolorazione, deodorazione e demargarinazione) distrugge quasi totalmente le vitamine presenti nei semi e per evi tare l’ irrancidimento è consentita l”aggiunta di additivi antiossidanti. Gli oli di semi più diffusi sono: olio di semi di girasole olio di semi di mais olio di semi di soia olio di semi di arachide olio di semi di cartamo olio di semi ricino olio di semi di palma Gli oli di semi messi in commercio devono rispettare alcune norme legislative: le caratteristiche organolettiche devono essere buone, senza difetti di sapore e di odore; l’ acidità libera, espressa in acido oleico, deve essere inferiore allo 0,5 per cento; devono essere stati rettificati; non ci deve essere traccia di coloranti o di altri additivi tranne quelli permessi; devono essere venduti in recipienti sigillati di peso netto inferiore ai 5 Kg; sulla confezione deve essere stampigliato il termine minimo di conservazione; le caratteristiche organolettiche devono essere buone, senza difetti di sapore e di odore; L’ olio ottenuto da un solo tipo di seme va posto in commercio con l’ indicazione del nome del seme da cui è stato estratto. Se invece l’ olio è stato ottenuto dalla miscela di prodotti estratti a semi diversi si avrà l’ olio di semi vari. Sulle confezioni devono essere riportate le stesse indicazioni necessarie per gli oli di oliva. Per gli oli di semi “vari” però la situazione non è certo trasparente; sull’ etichetta, infatti, non deve comparire la composizione della miscela, a meno che la presenza di ciascun olio sia superiore al 20%. È abbastanza legittimo, dunque, pensare che nelle lat tine di olio di semi vari finiscono le qualità più scadenti e i grassi ottenuti dai semi poco apprezzati. Per fare un paragone tra le proprietà dell’ olio di oliva vergine e quelle dell’ olio di semi, si debbono fare alcune considerazioni. Rispetto all’ olio di oliva, gli oli di semi sono molto più ricchi di acidi grassi polinsaturi e sono meno resistenti al calore. Non risponde a verità, come innanzi detto l’ affermazione secondo la quale gli oli di semi sarebbero più leggeri dell’ olio di oliva; ciò è sicuramente dovuta a particolari messaggi pubblicitari che determinano nel consumatore delle false convinzioni. L’ olio di semi è infatti generalmente un prodotto industriale, estratto con procedimenti chimici e con l’ uso di solventi. Ricerche in materia hanno dimostrato che l’ olio di oliva, il cui componente principale è l’ acido oleico, è apparso il meglio tollerato dallo stomaco che per digerire un olio di semi fa uno sforzo notevolmente superiore che a digerire la stessa quantità di olio di oliva; se poi si tratta di olio di mais lo sforzo è addirittura triplo. Avv. Maria Cristina Rizzo, Ufficio Legale Codacons Potete contattare il CODACONS e lasciare un commento ai nostri articoli all’ indirizzo: codacons.campania@gmail.com

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