16 Maggio 2009

Ok del consiglio dei ministri. “Il 25 per cento degli impiegati avrà il 50% delle risorse per i premi”

Via libera al decreto anti-fannulloni  

Ok del consiglio dei ministri. «Il 25 per cento degli impiegati avrà il 50% delle risorse per i premi»

Brunetta vara la meritocrazia tra gli statali.  Si ferma la class action Il Codacons protesta per il rinvio: «è una sconfitta»

 
 
ROMA. La meritocrazia arriverà entro l’estate negli uffici della pubblica amministrazione. Il decreto legislativo che attua la riforma anti-fannulloni sarà alle Camera lunedì e nel giro di due mesi diventerà operativo. Rientra così la minaccia di dimissioni del ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. «Non c’è nessun problema – ha commentato Silvio Berlusconi, confermando la stima per il ministro – Brunetta ha adottato una tecnica da birichino che ha avuto i suoi risultati». «La minaccia di dimissioni? Solo un gesto politico forte», ha aggiunto più tardi il ministro Frattini. Il decreto legislativo che introduce il merito e la premialità nella pubblica amministrazione resta però al momento senza la class action che comunque – ha assicurato da Brunetta – «partirà dal primo gennaio 2010». «Abbiamo ritenuto di dover acquisire il parere di Consiglio di Stato e Avvocatura – ha detto Berlusconi – per sapere quali riflessi questa norma può avere sul processo amministrativo. Abbiamo poi ritenuto di dover intervenire nel testo per coordinarlo con quello generale sulla class action» per il settore privato. I tempi. Berlusconi, illustrando la riforma Brunetta, parla di «rivoluzione» e sottolinea come l’obiettivo sia «riconoscere lo sforzo dei dipendenti pubblici con compensi economici che si danno a coloro che lavorano nel privato. Vogliamo che i dipendenti pubblici abbiano un morale diverso e abbiano motivo di essere realizzati e di essere così più positivi nei confronti dei cittadini». Il timing è segnato da Brunetta: «Penso che tutto possa essere approvato entro 60 giorni a partire da lunedì, quando il provvedimento sarà trasmesso alle Camere. Intendo avere assolutamente l’accordo con la Conferenza Stato-Regioni. Chiederemo poi un parere articolato del Cnel». Il confronto. Prima dell’ultimo passaggio in Consiglio dei ministri «sentiremo il sindacato ai più alti livelli, tra fine giugno e inizi di luglio», dice Brunetta chiedendo a Berlusconi un coinvolgimento in prima persona. Brunetta cita alcuni esempi del nuovo corso tra le scrivanie degli statali: dagli stage all’estero dei dirigenti alle risorse per i premi concentrate essenzialmente sui più bravi. «Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d’accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse – rileva Brunetta – destinate alla premialità. è una cosa mai accaduta». La polemica. Le motivazioni addotte per lo slittamento della class action non convincono né l’opposizione né le associazioni dei consumatori.  Se Linda Lanzillotta del Pd accusa il ministro di «cedere alle resistenze delle a burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici», il Codacons parla di «Brunetta sconfitto» e aggiunge: «Ci aspettiamo dimissioni immediate».
 

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