1 Agosto 2013

Ok al restauro del Colosseo

Ok al restauro del Colosseo

«L’ ambiente è un bene unitario ma vi sono sue componenti che sono oggetto di disciplina, cura e tutela isolatamente e separatamente: tra queste, i beni culturali. Ciò che occorre distinguere, al fine di valutare l’ ambito della legittimazione a ricorrere delle associazioni di protezione ambientale, è se l’ interesse fatto valere attenga all’ ambiente inteso unitariamente ovvero al singolo bene culturale considerato isolatamente». Con queste motivazioni la sesta sezione del Consiglio di stato ha bocciato il ricorso in appello presentato dal Codacons che contestava il contratto di sponsorizzazione con il Gruppo Tod’ s di Diego Della Valle per il restauro del Colosseo. I giudici di palazzo Spada hanno ritenuto che l’ associazione presieduta da Carlo Rienzi, pur essendo qualificabile quale associazione di protezione ambientale, non fosse legittimata a impugnare il contratto del valore di 25 milioni sottoscritto nel giugno 2011 tra Della Valle e il commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma e Ostia Antica. Contratto che in quanto configurabile come sponsorizzazione pura (senza alcun onere per l’ amministrazione) non è assoggettato alla disciplina comunitaria e nazionale sugli appalti pubblici, «pur restando applicabili i princìpi del trattato in materia di scelta della controparte e più in generale in tema di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità». In base all’ accordo il gruppo Tod’ s per tutta la durata dei lavori di restauro e i due anni successivi avrebbe potuto ottenere l’ accesso al Colosseo, utilizzare la dizione «Sponsor unico per i lavori di restauro del Colosseo», inserire il proprio marchio sul retro del biglietto di ingresso e pubblicizzare l’ erogazione del proprio contributo per i lavori di restauro sulla recinzione del cantiere. Il Codacons però non ci sta. «Nessuno sembra voler giudicare il contratto di sponsorizzazione del Colosseo e i giudici scappano sostenendo l’ assenza di legittimazione della nostra associazione», ha dichiarato Rienzi. «Questa decisione assurda offende il Colosseo prima ancora che il Codacons, e sarà impugnata in revocazione e in Cassazione per rifiuto di giurisdizione».
francesco cerisano

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