Ogm, un manifesto comune per difendere i cibi italiani
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fonte:
- Italia Oggi
Difendere l`agroalimentare italiano dagli ogm, valorizzare le tradizioni agricole, le biodiversità e le caratteristiche territoriali. Sono alcuni dei punti contenuti nel manifesto `L`agroalimentare, cuore strategico dello sviluppo`, promosso dal Consiglio dei diritti genetici e sottoscritto da ben 18 organizzazioni che rappresentano il settore agricolo, l`ambiente, l`artigianato, i consumatori, la grande distribuzione e la ricerca scientifica. La presentazione del manifesto è avvenuta alla vigilia dell`incontro della Coalizione liberi da ogm, che si è riunita mercoledì scorso per discutere della proposta della Commissione europea di introdurre nei prodotti bio una soglia dello 0,9% di contaminazione ammissibile da Ogm. `L`obiettivo`, ha affermato il presidente del consiglio dei diritti genetici, Mario Capanna, `è quello di riportare l`agroalimentare e l`agricoltura al centro dello sviluppo. è tempo, infatti, che il settore primario torni a ricoprire un ruolo centrale in Italia con una conseguente rimodulazione degli impegni di spesa e di quelli politici del governo. Bisogna rimettere l`agricoltura italiana con i suoi valori di qualità, tutela del territorio e dell`ambiente, conservazione delle biodiversità al centro dello sviluppo. è l`unico modo di mettere l`Italia e l`Europa in condizione di non subire la globalizzazione unipolare ma di farsi promotrici di una globalizzazione multipolare con la valorizzazione delle risorse autoctone`.Per la Coldiretti, prima firmataria con il presidente Paolo Bedoni del manifesto, `le importanti e positive adesioni trasversali per impedire la contaminazione da biotech del biologico italiano devono essere tradotte a livello istituzionale nel piano coerente di azioni proposto dalla Coalizione liberi da ogm. Bisogna adottare la costituzione immediata di una unità di crisi con il compito di assicurare il necessario supporto tecnico, il raccordo con le forze sociali e la trasparenza ed efficacia delle azioni amministrative`. Secondo l`associazione, se l`agricoltura biologica fosse contaminata da organismi geneticamente modificati si verificherebbe un crollo del 60% nei consumi `per una crisi di fiducia nei confronti di alimenti, scelti e pagati con un differenziale di prezzo proprio perché garantiscono sicurezza e naturalità nel metodo di produzione`. Per Loredana De Petris, senatrice dei Verdi, componente della commissione agricoltura, si tratta di un `segnale positivo di una nuova unità del comparto agroalimentare che merita di tornare al centro delle politiche per lo sviluppo e la sostenibilità ambientale del paese`. Al manifesto hanno aderito Assobio, Slow Food Italia, Wwf, Legambiente, Aiab, Confartigianato, Ordine dei biologi, Adusbef, Cna Alimentare, Acli, Cia-Confederazione italiana agricoltori, Vas, Società di economia agraria, Codacons, Coop-Italia e Federconsumatori. Per il presidente della Cia, Giuseppe Politi, `l`agricoltura ha bisogno di un progetto propulsivo che faccia dell`impresa agricola il nucleo vitale di uno sviluppo compatibile ed equilibrato. L`origine del prodotto, la tracciabilità, l`informazione della presenza di organismi geneticamente modificati non rappresentano soltanto un diritto sacrosanto per i consumatori, ma per la stragrande quantità delle nostre produzioni agroalimentari un prerequisito per la competitività sui mercati interni e internazionali`. Per il presidente di Cna Agroalimentare, Sandro Moscardi, `il contributo che vogliamo portare in quanto piccoli trasformatori artigiani è quello di una filiera di qualità. Per arrivare all`ultimo anello, che riguarda la catena di distribuzione. Ribadiamo la nostra avversione verso i prodotti ogm per motivi di natura culturale e sociale, ma anche economica, perché questo tipo di produzione è antieconomica e dispersiva`. Contrari agli ogm anche Coop-Italia che, per voce del presidente Vincenzo Tassinari, spiega che `il nostro prodotto è vincente perché ha dei valori e in questo la battaglia agli ogm sarà determinante`.
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