14 Luglio 2003

Ogm, in Piemonte comincia la battaglia

Ogm, in Piemonte comincia la battaglia



Stanno per partire i primi ricorsi al Tar contro la decisione della Regione di distruggere i campi di mais transgenico. I primi terreni sono già stati eliminati




TORINO – Ogm, oggi il giorno della verità. Sulla vicenda della distruzione dei campi di mais transgenico in Piemonte, gli agricoltori minacciano la guerra. E, se nel cuneese un agricoltore è già partito con la distruzione di alcuni ettari, in altre aree della Regione i proprietari delle coltivazioni illegali non ci stanno. Quei campi li hanno coltivati a prezzo di grandi sacrifici, con delle rassicurazioni precise da parte delle autorità. Adesso, dicono, a perdere tutto non ci pensano nemmeno. Si annunciano ricorsi al Tar. Ma “è difficile pensare che il Tar possa intervenire in difesa di chi ha commesso un reato“, dice il direttore della sanità pubblica regionale, Mario Valpreda. Però dopo che il presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo ha predisposto lo sradicamento di 381 ettari di granturco geneticamente modificato, una trentina di contadini aderenti a Confagricoltura ha annunciato l` intenzione di dare il via al ricorso in tribunale. E il numero potrebbe aumentare. La Coldiretti denuncia che le due multinazionali fornitrici delle sementi illegali, Monsanto e Pioneer, stanno contattando i coltivatori uno a uno per convincerli alla disobbedienza, promettendo in cambio assistenza legale.

“Volevamo fare chiarezza – dice Valpreda – e abbiamo ottenuto il risultato. Avevamo ampiamente previsto tutto il polverone che si sta sollevando. La nostra azione sarà utile a tutti, in fatto di ogm a questo punto possiamo considerarci capofila a livello italiano. Non c` è nessuna contraddizione – sottolineano alcuni dirigenti – fra le dichiarazioni del ministro e l` ordine dato da Ghigo di distruggere i raccolti illegali. Entrambi si muovono nella stessa direzione, che è quella della tutela degli agricoltori“. E se dal prossimo anno le regole dovessero cambiare? “La risposta – continua Valpreda – non cambierebbe. La Regione ha applicato la legge vigente, quando ci saranno nuove normative farà applicare quelle. Ma anche in futuro secondo il principio della `tolleranza zero` sostenuto dal presidente Ghigo“.

Sono intanto partiti i dissequestri dei terreni, passo necessario per rendere possibile l`arrivo dei trattori a divellere il mais. Il primo a sbloccare i raccolti è stato il procuratore torinese Raffaele Guariniello, che già ieri lo ha notificato alla Regione.

Guariniello ha aperto un fascicolo per frode in commercio e violazione della legge `sementiera` del 1971 (modificata nel 2001 con norme specifiche sul fenomeno ogm) a carico della Pioneer Italia. I contadini che hanno utilizzato le sementi biotech, ha sottolineato, sono stati “tratti in inganno“ e pertanto non sono punibili. Il dibattito sulla vicenda si allarga. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, legale che sta curando le azioni di risarcimento per gli agricoltori, ha affermato che “chi parla di possibile tolleranza a proposito della distruzione del mais transgenico istiga a delinquere“.

La Confagricoltura si fa portavoce dei suoi associati che non intendono distruggere le coltivazioni senza aver prima sottoposto le piante alle analisi opportune. Non sarebbero pochi, infatti, i proprietari pronti a dare battaglia facendo ricorso al Tar. “Il ministro Alemanno – afferma il direttore della Confagricoltura torinese, Ercole Zuccaro – ha dichiarato al Corriere della Sera che il prossimo anno avremo una tolleranza sulle coltivazioni ogm free e la possibilità di coltivare piante ogm. Però oggi si vogliono distruggere coltivazioni soltanto potenzialmente contaminate: un vero controsenso“.

“Non siamo pregiudizialmente a favore o contro gli ogm – spiega Cesare Serafini, presidente della Confagricoltura di Torino – anzi, crediamo che sia molto opportuno creare le condizioni per una filiera di prodotti certificato ogm-free“. Tuttavia – aggiunge Zuccaro – l` emotività “sta avendo il sopravvento: non possiamo accettare processi sommari né tanto meno intimidazioni. Vogliamo – aggiunge – che sia dimostrato scientificamente, con analisi appropriate, se il mais coltivato é effettivamente contaminato da ogm“



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