OGM: IL 3 SETTEMBRE TORNANO AL TAR DI TORINO LE PIANTINE OGM CHE INQUINANO I CAMPI
Il 3 settembre prossimo tutte le associazioni ambientaliste (INTESA DEI CONSUMATORI, COLDIRETTI PIEMONTE, VAS, LEGAMBIENTE, AIAB, ACU, LIPU, WWF, AS.SE.ME., CONFESERCENTI, SLOW FOOD, CNA ALIMENTARE) saranno al fianco del Presidente della Regione Piemonte nella difesa dei campi italiani e dei consumatori. Infatti torna in decisione il ricorso delle multinazionali contro l`unico provvedimento adottato in Italia corretto per la difesa dei cittadini dall`invasione degli OGM.
Come si ricorderà proprio in Piemonte, nelle scorse settimane, vennero scoperti dei campi con coltivazioni ogm, coltivazioni vietate in maniera assoluta dalla normativa vigente. Il Presidente della Regione, Ghigo, con un atto pregevole ordinò la distruzione immediata di tali coltivazioni, al fine di tutelare la salute dei consumatori e l?ambiente in generale. Contro tale decisione insorsero alcuni agricoltori e le multinazionali degli ogm, con proteste che sfociarono in due separati ricorsi presentati al Tar Piemonte, ricorsi entrambi rigettati.
Le associazioni dei consumatori dell`INTESA hanno espresso apprezzamento per l`accordo tra alcune Regioni e il Ministero delle Politiche Agricole circa il ribadito divieto di commercializzazioni di semi OGM accidentalmente immessi nei campi a causa di gravi responsabilità delle aziende produttrici e importatrici.
Resta tuttavia il problema delle responsabilità penali di chi ha determinato tale situazione per le quali la Magistratura deve procedere nelle inchieste per smascherare eventuali disegni criminosi diretti a invadere i campi italiani con OGM.
Deve altresì ribadirsi la particolare correttezza del Presidente della Regione Piemonte Ghigo che ha, unico rappresentante locale, avuto il coraggio di pretendere fino in fondo il rispetto della legge e del divieto in adesione e sostegno alle posizioni espresse da tutte le associazioni ambientaliste e consumeriste italiane e che si traduce in un fronte ampio che il 3 settembre dinanzi al TAR di Torino difenderà il provvedimento di distruzione delle piantine inquinate.
Nell`accordo del Ministero, infatti, non si risolve il problema del possibile inquinamento dei campi vicini che, anche essi, devono essere bonificati e hanno diritto ad un congruo risarcimento.

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