28 Settembre 2010

OGM: GIP PORDENONE, DISTRUZIONE CAMPO FANNA. COLDIRETTI PARTE CIVILE

(ASCA) – Roma, 28 set – Venticinquemila euro di multa, confisca e distruzione dei prodotti del campo di Fanna (Pordenone) dove e’ stato seminato mais Ogm. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Pordenone, Piera Binotto, attraverso un decreto penale di condanna nei confronti del presidente dell’associazione ‘Agricoltori Federati’, che lo scorso aprile aveva utilizzo sementi transgenich.

”Abbiamo chiesto ai nostri avvocati di costituirci parte civile nel processo – ha detto il presidente della Coldiretti Sergio Marini – per chiedere il rimborso degli eventuali danni procurati al patrimonio agricolo ed ambientale e fare in modo che reati come questo non si verifichino piu”’. ”La vicenda non finisce qui e – ha aggiunto Marini – siamo determinati a seguire con attenzione gli sviluppi processuali. Occorre ricordare che dai risultati delle analisi rese note dal Ministero delle politiche Agricole emerge la presenza nei terreni confinanti di 15 campioni contaminati da Ogm su 30. Una enormita’ considerando che la contaminazione e’ avvenuta da un solo campo ed in solo anno.

Punire i colpevoli e sanare al piu’ presto le illegalita’ deve essere un obiettivo condiviso da quanti hanno a cuore il rispetto delle regole”.

Plauso alla decisione del Gip e’ arrivata anche da Greenpeace: ”Finalmente si riporta la legalita’ in Friuli – ha commentato Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace – e si pone fine a questa incomprensibile dilazione dei tempi, che durava ormai da mesi”. Infine, un plauso e’ giunto anche dalla Task Force per un’Italia libera da Ogm, composta da Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Amab, Campagna Amica, Cia, Citta’ del Vino, Cna alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Unci, Vas e Wwf, che ha riferito in una nota congiunta, di aver accolto ”con favore il ripristino della legalita’ operato dal Tribunale di Pordenone, che ha condannato, con decreto penale, l’agricoltore Giorgio Fidenato per aver messo a coltura ben tre ettari di mais GM nella provincia di Pordenone, in palese disprezzo della legge e con grave pregiudizio dell’ambiente e della qualita’ del patrimonio agroalimentare italiano”.

”A seguito dello stop dei comportamenti ritenuti colpevoli – conclude la nota – si attende ora la distruzione del raccolto per eliminare ogni equivoco ed incertezza rispetto alla tutela della competitivita’ delle nostre produzioni agricole e alimentari”.
 

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