7 Novembre 2007

Ogm e Tg1, manca la par condicio

Sit-in di protesta ieri a Roma davanti alla Rai della coalizione Italia-Europa liberi da ogm Ogm e Tg1, manca la par condicio Cna alimentare: il governo garantisca informazione corretta Impar condicio. Così la coalizione Italia-Europa liberi da ogm ha battezzato il trattamento del Tg1 nei riguardi della consultazione nazionale (un vero e proprio referendum anti-ogm), avviata per proteggere lo Stivale dagli organismi geneticamente modificati. Un disagio che la coalizione ha manifestato ieri con un sit-in di protesta davanti alla sede Rai di viale Mazzini a Roma. Secondo Italia-Europa, infatti, il tg dell`ammiraglia Rai avrebbe trascurato, omesso, contrapposto in modo non corretto le argomentazioni degli anti-ogm a quelle di uno sconosciuto professore universitario. Un dossier pignolo e minuzioso, con tanto di date, circostanze e citazioni, è stato a questo scopo consegnato dal presidente della Fondazione diritti genetici, Mario Capanna, al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, che ha ricevuto una delegazione della coalizione stessa. “Ho fatto presente a Petruccioli“, ha detto Capanna nel corso di una conferenza stampa, “che in queste settimane abbiamo incontrato molte difficoltà nel garantire alla nostra consultazione nazionale sugli ogm una informazione attenta e continua. Infatti, dopo una prima fase, l`interesse da parte del servizio pubblico è scemato, fino a scomparire del tutto“. Nel dossier consegnato da Capanna a Petruccioli è stata evidenziata, inoltre, “l`impar condicio praticata dal Tg1 nei confronti della coalizione“. Il dito dell`associazione è stato puntato sul direttore del telegiornale di RaiUno, Gianni Riotta, che, secondo Capanna, “ha piena legittimità di dichiararsi favorevole agli ogm, ma non può mettere sullo stesso piano 11 milioni di associati e un professore come Francesco Sala, unico contraddittore presente a ogni mia intervista“. Per questo, Capanna rifiuterà di rilasciare interviste al Tg1. “Continuerò a farlo“, conclude, “fino a quando ogni mia intervista sarà seguita o preceduta da una intervista a Sala“. Capanna, in ogni caso, si è detto soddisfatto dell`esito dell`incontro, soprattutto dopo l`invito del presidente Rai Petruccioli a un prossimo momento di bilancio appena si concluderà la campagna. La battaglia anti-ogm, intanto, procede. Alla coalizione, che continua a organizzare decine di incontri ed eventi e a tenere aperti i punti di raccolta delle firme per dire no agli organismi geneticamente modificati, aderisce un cartello che riunisce per la prima volta le maggiori organizzazioni dell`artigianato, degli agricoltori, della moderna distribuzione, della piccola e media impresa, dei consumatori, dell`ambientalismo. Ma anche della scienza, della cultura e della cooperazione internazionale. Oltre a Cna alimentare e Confartigianato alimentazione, tra le associazioni più attive sono Codacons, Slow food Italia, Wwf, Federconsumatori, Coop, Cia, Adusbef. Il no secco agli ogm di artigiani e piccoli imprenditori, del resto, non è recente. Sin da quando in Italia è scattato l`allarme contaminazione delle colture ogm, Cna alimentare ha messo in guardia dagli organismi transgenici. “Le nostre imprese artigiane e le pmi dell`agroalimentare italiano basano la loro competitività sulla peculiarità e l`originalità delle nostre produzioni“, spiega Daniela Piccione, responsabile di Cna alimentare. “Il valore aggiunto dei prodotti italiani è legato alla tipicità, al territorio, ai nostri tratti storici e culturali“, aggiunge, “introdurre gli ogm significherebbe distruggere tutto ciò“. In Italia nel settore dell`artigianato agroalimentare ci sono 80 mila imprese e 240 mila addetti, che realizzano quasi il 90% delle specialità della cucina italiana. “Un patrimonio che qualsiasi paese che ha a cuore la propria economia difende e protegge“, conclude la Piccione. Ecco perché le associazioni dell`artigianato alimentare hanno chiesto al governo e al parlamento italiani di garantire una corretta informazione ai consumatori e di valorizzare le tradizioni produttive delle piccole imprese che utilizzano materie prime sicure e prive di ogm.,.

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