15 Marzo 2012

OGM: COLDIRETTI, DA CLINI DANNI AL MADE IN ITALY

OGM: COLDIRETTI, DA CLINI DANNI AL MADE IN ITALY

(ANSA) – ROMA, 15 MAR – Coldiretti critica le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Corrado Clini al Corriere della Sera a favore degli Ogm affermando che “sono l’ultimo caso di sottovalutazione e disattenzione nei confronti del valore del Made in Italy” e che il ministro sta aggiungendo problemi all’Italia. Il presidente della Coldiretti Sergio Marini sottolinea che le dichiarazioni del ministro “hanno portato in piazza Coldiretti con l’alleanza di consumatori ed ambientalisti che condividono la battaglia per una Italia libera da Ogm, da Federconsumatori a Adusbef fino a Codacons, da Legambiente a Slowfood fino all’Aiab e molti altri insieme a centinaia di comuni e le Regioni che all’unanimità hanno più volte chiesto al Governo di esercitare la clausola di salvaguardia per vietare precauzionalmente la coltivazione degli ogm in Italia”. Secondo Coldiretti, “a differenza di quello che dichiara il ministro ‘tecnico’, l’ingegneria genetica e la transgenesi non c’entrano niente con il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano e la Cipolla Rossa di Tropea e la vite nero d’Avola che subiranno gravi danni economici sul mercato dalle dichiarazioni superficiali ed inopportune”. “Gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura – prosegue – non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy come sanno il 71 per cento degli italiani che esprimono una forte contrarietà, ormai costante da anni secondo monitoraggio effettato dalle indagini Coldiretti/Swg nel tempo”. “Gradiremmo infine – conclude la Coldiretti – che il ministro Clini si occupasse a tempo pieno di energie rinnovabili finalmente adottando quel decreto sugli incentivi che attendiamo ormai da molti mesi così come gradiremmo la sua attenzione al tema del recupero energetico degli effluenti di allevamento per la produzione di biogas invece di creare l’illusione di colture no food che magari saremmo costretti a importare dai paesi del sud già oggetto di deforestazione”.(ANSA).

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