16 Marzo 2012

Ogm: aperture anche a sinistra. Ecco le posizioni in politica e tra i coltivatori

Ogm: aperture anche a sinistra. Ecco le posizioni in politica e tra i coltivatori

L’ Europa riapre il dossier sull’ Ogm in agricoltura e immancabili si riaccendono le polemiche in Italia. Anche a seguito delle dichiarazioni di Corrado Clini, ministro dell’ Ambiente, che, di ritorno da Bruxelles, dice di “condividere le preoccupazioni, ma di voler aprire una seria riflessione che deve coinvolgere la ricerca e la produzione agricola sul ruolo dell’ ingegneria genetica e di alcune possibili applicazioni degli Ogm”. Poi, a margine della presentazione del Rapporto sulla Sussidiarietà, il ministro chiarisce che “non c’ è nessun progetto che tenda a liberalizzare l’ uso degli ogm in Italia, ma la ricerca non va frenata. La proposta danese di riaprire una discussione vede l’ Italia favorevole, come l’ Ungheria, la Spagna e la Svezia, paesi tradizionalmente contrari all’ impiego degli Ogm in agricoltura”. Insomma, una parziale apertura. Come quella di Antonio Pascale che, in un editoriale pubblicato domenica scorsa su La lettura , il supplemento cultura del Corriere della Sera , invita i progressisti a “rompere l’ alleanza verde con i leghisti e la destra retrò in agricoltura”. “Si ha l’ impressione che una certa sinistra (bio) illogica nutra una forte sfiducia nell’ uomo e veda il biologico come unica strada da percorrere – scrive Pascale -. Ma, va detto, il biologico costa di più e produce di meno. La sinistra dovrebbe aprirsi al tecnologico”. FAVOREVOLI E CONTRARI L’ articolo di Pascale fa una critica alla sinistra, ma da sinistra. Una sferzata che, al momento, pare non abbia scalfito le tradizionali posizioni di chiusura agli Ogm. Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, a margine della manifestazione di Coldiretti a difesa del “made in Italy”, dice a Panorama.it : “Appaiono sconcertanti le dichiarazioni del ministro Clini. Se da un lato la ricerca in campo agro alimentare è una strada da perseguire, altra cosa è aprire il fronte alle produzioni transgeniche che non hanno nulla a che fare con la qualità e la forze economica dei prodotti agricoli italiani”. Anche Coldiretti è particolarmente dura con il ministro. E il presidente, Sergio Marini, durante la manifestazione che Panorama.it ha seguito, lo dice chiaramente. “A differenza di quello che dichiara il ministro tecnico, l’ ingegneria genetica e la transgenesi non centrano con il pomodoro San Marzano, la cipolla rossa di Tropea o la vite nero d’ Avola che subiranno gravi danni economici sul mercato dalle dichiarazioni superficiali ed inopportune. Bisogna conoscere la differenza tra gli incroci e gli ibridi rispetto all’ ingegneria genetica”. Al fianco di Coldiretti, Federconsumatori, Adusbef, Codacons, Slowfood, l’ Aiab, l’ Associazione italiana per l’ agricoltura biologica, e molti altri insieme a centinaia di comuni e le Regioni che all’ unanimità hanno più volte chiesto al Governo di esercitare la clausola di salvaguardia per vietare precauzionalmente la coltivazione degli Ogm in Italia. Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla camera, su Twitter: “Un’ opinione personale di Clini. L’ agricoltura italiana deve puntare su qualità ed eccellenza e non sugli ogm. E sarà così”. Legambiente, in una nota , sottolinea che è “incredibile che il ministro descriva i nostri prodotti tipici come il frutto di una mutagenesi anzichè del nostro ricchissimo patrimonio di biodiversità, mantenuto nel tempo proprio dagli sforzi e l’ impegno di migliaia di agricoltori e imprenditori”. Il presidente dei Verdi , Angelo Bonelli, è “esterrefatto” dalla scelta del ministro di “rompere il fronte dei paesi Ue contrari agli Ogm. Sulla base di quale mandato parlamentare il ministro ha deciso di modificare una posizione consolidata dell’ Italia?” Tra i possibilisti ad un approccio laico c’ è Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, secondo il quale “non si deve affermare che gli Ogm fanno bene o fanno male. Vogliamo solo che gli sperimentatori possano fare il loro lavoro. La ricerca non deve fare paura. E l’ Italia non deve essere esclusa dai circuiti internazionali della sperimentazione”. Chi plaude a Clini è Benedetto Della Vedova , capogruppo di Futuro e libertà alla Camera. “L’ Italia, se vuole mantenere anche in prospettiva una posizione di rilievo nella filiera agroalimentare”, dice il parlamentare, “non può sottrarsi dallo stare sulla frontiera della ricerca e della sperimentazione, a partire proprio dagli ogm”. Nel novembre scorso il professor Umberto Veronesi ha presentato un documento in difesa degli Ogm firmato da 18 società scientifiche italiane, in rappresentanza di 10 mila ricercatori. Promosso dalla Società italiana di tossicologia, è il primo consensus document su “Sicurezza alimentare e Ogm”. GLI OGM NEL MONDO A Bruxelles la discussione è stata rinviata al prossimo giugno, di fatto dopo le elezioni francesi. Ma la direzione di lasciare lavorare l’ Ue sull’ ingegneria genetica anche nel settore degli Ogm non verrà abbandonata. Con la sovranità dei paesi membri di avere il potere di approvare o vietare. Secondo la Fao, nel 2050 l’ agricoltura dovrà sfamare 9 miliardi di persone e, per raggiungere quest’ obiettivo è necessario raddoppiare la produzione senza aumentare i terreni agricoli. Questo si potrà fare solo utilizzando la tecnologia. Il panorama mondiale delle colture Ogm vede il predominio di tre nazioni, Usa, Brasile e Argentina; in Europa solo la Spagna supera i 50 mila ettari coltivati a Ogm, prevalentemente mais). Secondo i dati dell’ International Service for the acquisition of agribiotech applications ( Isaaa ), nel 2011 l’ agricoltura biotech nel mondo è cresciuta dell’ 8% passando da 148 a 160 milioni di ettari coltivati. PER SAPERNE DI PIU’ Per chiarirsi le idee, online si trovano leggi in materia, pro e ovviamente contro gli ogm L’ Associazione mediterranea per l’ agricoltura biologica è partner del WWF per questa materia. Un chiaro e sintetico riepilogo sugli OGM si può trovare nella pagina dedicata all’ alimentazione del sito dell’ Unione Nazionale Consumatori . Per chi volesse invece approfondire la normativa in vigore, in homepage, sulle biotecnologie del ministero della Salute è possibile trovare la normativa italiana in tema di Ogm. Inoltre sono presenti link ai siti di molte istituzioni internazionali che si occupano di biosicurezza. Altri documenti sul sito del Centro di referenza nazionale per la ricerca di Ogm e su quello dell’ Agenzia europea per la sicurezza alimentare ( Efsa ). Una ricchissima pagina su biotecnologie e Ogm nel mondo (anche con facoltà e ricercheuniversitarie collegate) la offre Agrolinker , mentre il sito ” tra fiori e piante ” presenta le dieci domande più ricorrenti sugli Ogm.

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