24 Aprile 2020

Oggi vertice in Procura con il Nas dei carabinieri

I dubbi sono ancora tanti. Il desiderio dei familiari di capire se davvero è stato fatto tutto il possibile per gli ospiti nelle Rsa del Trentino che hanno pagato il prezzo più alto dell’ emergenza coronavirus è legittimo. Ma ora sarà la magistratura a cercare di far luce e chiarire se l’ alto numero di decessi all’ interno delle residenze sanitarie assistite ( il Trentino è tra le province d’ Italia che ha registrato il numero più alto di morti nelle strutture) è frutto di omissioni o scelte sbagliate. Questa mattina i carabinieri del Nas di Trento che nei giorni scorsi hanno effettuato un controllo nella casa di riposo di Cadine, un esempio virtuoso (è una delle uniche a non aver registrato contagi da Covid-19) incontreranno il procuratore Sandro Raimondi e e il sostituto Marco Gallina. Dopo gli esposti del Codacons la Procura ha aperto due fascicoli a modello 45 (ossia atti che non costituiscono una notizia di reato) cioè senza l’ iscrizione di indagati o reati. L’ associazione dei consumatori vuole capire se siano state commesse omissioni nella cura degli ospiti o nella gestione del personale o violazioni nei prezzi dei dispositivi di protezione, in particolare delle mascherine. Si tratta peraltro di esposti presentati a livello nazionale, mentre un terzo esposto dovrebbe arrivare a ore sul tavolo del procuratore ed è quello avanzato dai parenti di un ospite della Rsa di Pergine. La Procura si muove con grande attenzione e prudenza, vista la delicatezza del tema: l’ obiettivo della magistratura trentina è quello di raccogliere più informazioni possibili prima di avviare ufficialmente le indagini. Il procuratore Raimondi oggi farà il punto con i carabinieri del Nucleo anti sofisticazione e sanità e poi si procederà a una serie di verifiche all’ interno delle diverse strutture.
d. r.

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