18 Gennaio 2011

OGGI UN FIUME DI ADEPTI ALLA STRANA SETTA DEI NEOCATECUMENI HA AVUTO IL VIATICO DAL PAPA A PIAZZA SAN PIETRO

IL CODACONS CHIEDE AL PONTEFICE DI RENDERE PUBBICO L’ELENCO DEGLI ADEPTI CHE SONO NEI PUBBLICI IMPIEGHI O NEGLI UFFICI PUBBLICI IL CODACONS NON RITIENE GIUSTO CHE I CITTADINI SI TROVINO, NEL RAPPORTO CON CHI ESERCITA UN PUBBLICO SERVIZIO, IGNARI DELLA LORO APPARTENENZA A SETTE RELIGIOSE

 
Come per la Massoneria anche per i Neocatecumeni – una “setta” definita tale in molti scritti critici anche di teologi, che fanno un “cammino” fatto di messe private, riunioni continue con famiglie intere e una rigorosa osservanza a regole oltranziste e fanatiche approvate dal Papa molti anni or sono – il Codacons chiede che si sappia, quando ci si imbatte in loro, specie in esercizio di pubbliche funzioni o servizi, la loro appartenenza che li obbliga a rispettare le loro regole religiose, che invadono la sfera privata, negando ad esempio qualsiasi separazione o annullamento di matrimonio, interferendo pesantemente con l’educazione dei giovani e sulla libertà e laicità che devono improntare la nostra pubblica amministrazione.
Per questo il Codacons ha rivolto un appello al Pontefice per rendere pubblica tale appartenenza (uno dei più famosi è il leader della CISL Bonanni) ai cittadini che si imbattono in loro nella gestione della cosa pubblica.
Come riporta Sandro Magister, facendo riferimento ad uno scritto di Pier Giorgio Liverani:
“Il Cammino neocatecumenale è una delle più discusse novità del cattolicesimo degli ultimi decenni. Fondato dagli spagnoli Kiko Argüello e Carmen Hernández si è rapidamente propagato in tutto il mondo. Sempre accompagnato, però, da critiche molto forti. Anche da parte di cardinali, di vescovi e di conferenze episcopali importanti. Alle loro critiche, Liverani aggiunge qui le sue di «fedele qualsiasi». Espresse con semplicità e pacatezza. Ma solidamente argomentate e documentate.
Del suo scritto, colpiscono gli elementi descrittivi, fotografia nitida di una parrocchia con fortissima presenza di neocatecumenali. Ma colpisce anche la denuncia di una prassi sacramentale – da parte del Cammino – palesemente «contraria al magistero consolidato e riconosciuto»”.

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