4 Agosto 2012

Oggi udienza conclusiva al Riesame

Oggi udienza conclusiva al Riesame

 DA TARANTO U na maratona di dieci ore, in un Palazzo di giustizia blindato, a colpi di memorie difensive e nuovi documenti, di controperizie aziendali e di intercettazioni telefoniche che darebbero un’ immagine tutt’ altro che di lustro a qualche dirigente del Siderurgico: dinanzi ai giudici del tribunale di Riesame ieri si è consumata una battaglia giudiziaria aspra che non si è ancora conclusa. Ultime schermaglie rinviate all’ udienza conclusiva di oggi, poi toccherà attendere la decisione del collegio (presidente Antonio Morelli, che è anche presidente del Tribunale, a latere Alessandra Romano e Benedetto Ruberto) che dovrà arrivare entro giovedì 9 agosto. L’ intera città di Taranto, e non solo, resta con il fiato sospeso sul futuro dello stabilimento siderurgico dopo il sequestro di sei impianti dell’ area a caldo disposto dalla magistratura per disastro ambientale e l’ arresto di otto dirigenti ed ex dirigenti dell’ Ilva, tutto eseguito nella convulsa giornata del 26 luglio scorso. Il Tribunale del Riesame, al quale i legali dell’ Ilva e i difensori degli arrestati si sono appellati, a conclusione dell’ udienza di domani avrà in mano un quadro documentale certamente più corposo e un fardello di responsabilità ancora più pesante per la decisione da adottare. Ieri la procura ha giocato inizialmente, ma senza successo, la carta di far separare il giudizio sulla legittimità del sequestro degli impianti da quello sulla libertà personale degli arrestati. Ci si trova in periodo di vacanza dell’ attività giudiziaria, è stata la premessa della procura, e dunque il Tribunale del Riesame può esprimersi solo sulle misure ‘personali’, qual è l’ arresto, ma su quelle ‘reali’ come il sequestro bisogna aggiornare tutto alla ripresa dell’ attività, cioè dopo il 15 settembre. Tesi non condivisa dai giudici, che hanno rigettato l’ eccezione motivandola con i ‘rilevanti interessi socio-economici’ legati alla legittimità o meno del sequestro degli impianti. In apertura d’ udienza, invece, il Tribunale aveva detto di no alla richiesta del Codacons di partecipare al procedimento in corso in qualità di parte offesa. Da quel momento in poi è stata battaglia dura sul piano giudiziario. Il folto collegio difensivo ha ‘piazzato’ le sue memorie corredate da controperizia chimica ed epidemiologica: una novità nella strategia sin qui seguita dall’ Ilva, che in sede di incidente probatorio dinanzi al gip Patrizia Todisco aveva scelto la strada di non ribattere tecnicamente ai pesanti risultati delle perizie disposte dal giudice su richiesta della procura. Controperizie i cui risultati sono stati contestati successivamente, in una serie di interventi, dalla pubblica accusa, che però prima ha rilanciato con le intercettazioni telefoniche. Sono quelle tirate fuori da un altro procedimento penale, riunito con quello sfociato nel sequestro degli impianti, che ha quale ipotesi di reato la corruzione in atti giudiziari. Quattro gli indagati, e una conversazione su tutte, tra due di loro, lascia perplessi sull’ atteggiamento aziendale: ispettori che andrebbero bloccati in ufficio per evitare il sopralluogo sugli impianti maggiormente nel mirino per la loro pericolosità sul piano ambientale. «Una giornata intensa», l’ ha definita il presidente dell’ Ilva, Bruno Ferrante, uscendo dall’ aula al termine dell’ udienza. La città ha seguito tutto a distanza, compresi i lavoratori del Siderurgico. Un piccolo gruppo di loro in mattinata, dopo un’ assemblea in fabbrica, è uscito dallo stabilimento issando striscioni sulla statale che costeggia il Siderurgico. Alcune decine di donne hanno invece tenuto un sitin a sostegno della magistratura. Ma la partita vera ora si sta giocando a Palazzo di giustizia. Ieri 10 ore «tirate» tra controperizie e nuovi documenti. La procura presenta anche alcune intercettazioni che accusano dirigenti Ilva.
 
 

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