28 Febbraio 2018

Oggi Statuto e il Bilancio polemiche su cambio denominazione

Oggi alle 15.30 si riunirà il Consiglio della Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa e della Sicilia orientale per l’ approvazione (speriamo sia la volta buona) dello Statuto (fermo da sei mesi). Sarà un appuntamento importante per fare il punto sul Bilancio di previsione dell’ ente e per dare il via libera al Bilancio consuntivo di Siracusa e della chiusura contabile ferma al 3 settembre 2017.Inoltre la riunione verterà sulle comunicazioni del presidente Pietro Agen, sulle indennità del collegio dei revisori e infine l’ attenzione di tutto il consiglio sarà incentrata sul Bilancio preventivo del 2018 Contestualmente il Consiglio ha già deciso di dare una nuova denominazione all’ ente in «Camera del commercio del sud-est», ma questa nuova denominazione incontra alcuni perplessità e prese di distanza che potrebbero accendere il dibattito su questo tema.In particolare nella scorsa seduta tra i contrario al cambio della denominazione si è schierato il consigliere Francesco Tanasi (Segretario Nazionale Codacons), che aveva espresso le proprie perplessità sulla possibilità che il Consiglio avesse il potere di cambiare il nome. Tanasi alla luce della riunione di oggi torna sull’ argomento e dopo avere approfondito il nodo scrive una lunga lettera al presidente della Camera di Commercio, Pietro Agen, al segretario generale e a tutti i consiglieri, spiegando i motivi giuridici per i quali il Consiglio non potrà cambiare la denominazione.«Così come prescritto dalla legge n. 580/93 – scrive Tanasi nella nota – la Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa è nata dall’ accorpamento in via volontaria delle preesistenti Camere di Commercio delle tre città.Dall’ analisi delle disposizioni appare chiaro che il potere di cambiare la denominazione della Camera di Commercio – peraltro, prima della stessa approvazione dello statuto (!) -, non rientra tra la potestà statutaria e regolamentare dell’ ente né tra le funzioni del Consiglio camerale». «A tal fine, dunque – continia il consigliere Tanasi – occorre richiedere una modifica del Decreto ministeriale (ovverosia dell’ atto costitutivo/istitutivo dell’ Ente) all’ organo (il Ministero) che lo ha assunto, previo coinvolgimento delle tre Camere di Commercio di Catania, Ragusa e SiracusaIl Ministero, solamente dopo aver acquisito l’ intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e la province autonome potrà, eventualmente, cambiare denominazione dell’ Ente».Giuseppe Bonaccorsi.

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