19 Luglio 2006

Oggi porte chiuse in farmacia

RIFORMA DEL MERCATO IL PRESIDENTE MAGGIORA: “DANNEGGIATI SOPRATTUTTO I COLLEGHI DEI PICCOLI PAESI
Oggi porte chiuse in farmacia
Sì unanime nell`assemblea dell`associazione degli 80 titolari

ASTI I taxi si sono rimessi in moto, dopo una dura protesta. Anche gli avvocati sono sulle barricate e pure i notai rumoreggiano. Oggi intanto tocca ai farmacisti protestare contro il decreto Bersani sulle liberalizzazioni: motivo del contendere è la decisione di consentire la vendita di medicinali nei supermercati. In segno di protesta oggi e per tutta la giornata le farmacie terranno le saracinesche abbassate. Il servizio sarà garantito solo dalle farmacie di turno. Lo ha stabilito Federfarma, l`associazione che riunisce i titolari di farmacie (circa 15 mila in Italia, 1400 in Piemonte): ad Asti è rappresentata dall`Associazione sindacale titolari di farmacia, guidata da Michele Maggiora, di cui fanno parte 80 titolari (17 in città, il resto in provincia). La protesta è stata votata unanimente. “Il decreto Bersani favorisce i grandi gruppi economici e le grandi catene distributive commerciali – si afferma in un comunicato – indebolisce e toglie efficienza al servizio farmaceutico che è il migliore in Europa per capillarità sul territorio ed efficacia“. “Ci scusiamo per il disagio ma la protesta è necessaria – sottolinea Maggiora – siamo certi che la popolazione capirà perché difendiamo anche i loro interessi e il loro diritto alla salute. I cittadini devono avere una farmacia sulla quale contare che sia indipendente e professionale, non uno dei tanti punti vendita di un grande gruppo commerciale che decide quali farmaci mettere in vendita e a quali prezzi in base alle proprie strategie di marketing“. Secondo Maggiora, oltre alle garanzie per i cittadini, la scelta arreca danni ai titolari di farmacia dei piccoli paesi: “Il danno economico è stimabile attorno al 30% – aggiunge – e si farà saltare così un servizio capillare fornito da un professionista. E non è vero che le farmacie ormai sono piccoli bazar, perché la vendita di certi prodotti è minimale“. Sulla protesta interviene anche Aldo Pia, presidente dell`Ordine (circa 240 iscritti): “Al di là degli aspetti sindacali – afferma – si smonta un sistema senza presentarne uno alternativo. In farmacia c`è personale qualificato, anche nel caso di prodotti non farmaceutici“. Contro lo sciopero hanno preso posizione i rappresentanti dei consumatori Codacons e Adoc che minacciano di presentare denuncia per “interruzione di pubblico servizio“. I consumatori saranno domani invitati a loro volta a boicottare le farmacie: “La vendita di farmaci nella grande distribuzione porterà alla riduzione del 30% dei prezzi“ concludono.

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