16 Settembre 2004

Oggi nei negozi la protesta dei consumatori

«Sciopero della spesa» contro i prezzi alle stelle


Oggi nei negozi la protesta dei consumatori




Consumatori all?attacco in questo settembre nero dei prezzi. Per oggi l?Intesaconsumatori ha indetto lo «sciopero della spesa», anche via Sms ed e-mail, per invitare a non fare acquisti, come segno di protesta contro il caro vita. Dall?altra, però, i «Consumatori indipendenti» lo contestano perchè è «un?arma spuntata». «Non ha prodotto finora alcun risultato – spiega Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino -. Per questo abbiamo scelto di fare una giornata di mobilitazione contro prezzi e aumento delle tariffe. Per noi sono importanti i “comportamenti virtuosi“ – aggiunge – e per questo distribuiremo un vademecum con 50 consigli “spesa intelligente, spesa conveniente“». «C?è in realtà una certa stabilità dei prezzi – sottolinea Emanuele Piccari, dell?Unione consumatori – E la “grande distribuzione“ ha attivato molte vendite promozionali o di prodotti di “primo prezzo“, non di marca. Tranne per quel che riguarda l?ortofrutta, dove notiamo notevoli oscillazioni. Questo anche perchè nei supermercati vi è un grande spreco, circa il 40% del prodotto: la gente “testa“ la frutta, che così si altera facilmente. E questo influisce sul costo. Un esempio? Le pesche, che anche se siamo quasi fuori stagione se ne trovano moltissime: ci risulta che agli agricoltori vengono pagate 0,40 al chilo e sono vendute fra 1,60 e 1,80. Per contenere i prezzi vanno riviste le intemediazioni e gli sprechi».
Ma «quale prezzo di un genere di prima necessità è aumentato?», protesta Antonio Nori, il presidente della Confesercenti. «Se l?ortofrutta nei supermercati a volte è più cara – sostiene – è perchè è stata confezionata già pronta per la tavola: un piccolissimo aumento per un servizio in più. I prodotti non sono rincarati, ma molte altre cose sì, dalla luce alla benzina. La gente alla fine del mese si trova con sempre meno soldi e poi dà la colpa alla spesa». «Non è proprio il momento di fare allarmismi – aggiunge il presidente della Confcommercio Cesare Pambianchi, che ieri è stato eletto anche presidente dell?Unione regionale fino al 2008 -. Non è un periodo felice. I prezzi nei negozi sono fermi, ma vi sono tutta una serie di altri aumenti striscianti, dalla benzina ai servizi, che hanno portato ad una drammatica crisi dei consumi». «Siamo mediamente al 3% in meno – conclude Nori – per i piccoli negozi è emergenza».

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