3 Giugno 2003

Oggi lo sciopero di 4 ore del personale Alitalia di volo

ROMA Oggi lo sciopero di 4 ore del personale Alitalia di volo, e quello generale in Francia; ieri 1.100 assistenti di volo in malattia, su 2.300 previsti in servizio. Risultato: 225 gli aerei che rimarranno a terra oggi, 175 i voli cancellati ieri sui 700 previsti.
Non c`è pace per chi ha scelto di spostarsi in aereo: da tre giorni negli aeroporti italiani si replica lo stesso copione delle lunghe file ai check-in e dei forti ritardi per arrivare a destinazione (quando ci si riesce), oltre alla stanchezza e al nervosismo. Sono continuati a fioccare anche ieri i certificati medici del personale di bordo, così che per molti voli non è stato possibile comporre l`equipaggio. Il tasso di mobilità tra gli assistenti di volo è stato pari al 48%, ha riferito Alitalia, con 75 voli in partenza e 82 in arrivo cancellati nel solo scalo di Fiumicino.
Il governo dovrà «affrontare il problema del settore aereo come accade in tutti i paesi», sottolinea l`amministratore delegato di Alitalia Francesco Mengozzi, all`alba dell`incontro con il governo. All`incontro di mercoledì – si augura Mengozzi – «il governo sposterà l`attenzione sui problemi del trasporto aereo e lascerà all`azienda e al suo management» la calibratura delle azioni gestionali. Il numero uno di Alitalia si auspica che queste azioni vengano lasciate «al management, che è cosciente di quali siano leve da utilizzare e che è deciso ad attuarle». Mengozzi ha poi criticato la protesta: «ciò che è accaduto è frutto di un errore di valutazione grave. Non si è compreso il piano dell`azienda nè lo si è voluto provare. La cosa incomprensibile – ha aggiunto – è che la protesta si è manifestata in una forma assolutamente ingiustificabile». Il numero uno di Alitalia ha poi aggiunto che «il progetto è naufragato sotto una valanga di comportamenti inaccettabili scaricati sui clienti e i consumatori», mentre la compagnia «pensava di poter fronteggiare un dissenso in forme legali, non in questa forma inaccettabile».
«Speriamo che da mercoledì si apra un tavolo capace di guardare in avanti, per il futuro della compagnia e dei lavoratori, con un clima di confronto serio, che finora è venuto a mancare», dice Paolo Marras, esponente sindacale del Sulta, una delle organizzazioni che rappresenta il personale di volo. «In queste ore, tutte le componenti sindacali stanno costantemente spiegando ai lavoratori l`evolversi della situazione – aggiunge – prendendo atto dell`operato del ministero dei Trasporti che è riuscito a far recedere la compagnia dal provvedimento sugli equipaggi che da tempo dicevamo fosse un colossale errore». Quanto ai certificati medici, Marras spiega «che è in atto in queste ore un invito diffuso alla collaborazione, affinchè si agevoli il ripristino della situazione operativa dell`Alitalia». Ma lo sciopero di quattro ore (dalle 12 alle 16) di tutti i dipendenti Alitalia, già proclamato da tempo, unito – sottolinea l`azienda – agli strascichi delle malattie (molti certificati prevedono il ritorno al lavoro solo mercoledì), indica chiaramente che anche oggi sarà una giornata di passione per i viaggiatori.
L`improvvisa epidemia tra gli assistenti di volo, sulla quale la compagnia aerea ha presentato un esposto alla magistratura, non è piaciuta a Cittadinanzattiva, che parla di «forme di lotta sindacale che sono l`esatto posto di quegli scioperi virtuali o alla rovescia che dovrebbero caratterizzare il moderno sindacalismo nei servizi di pubblica utilità», e all`esponente di Forza Italia, Osvaldo Napoli, secondo il quale «utilizzare la messa in malattia come forma di protesta è un cattivo esempio che si dà ai lavoratori onesti che quando, scelgono di protestare, pagano di persona con giornate di sciopero». Ma la vicenda ha scatenato accuse anche alla compagnia, colpevole «della mancanza di informazioni ai passeggeri: non era difficile prevedere, infatti – afferma il Codacons – i disagi provocati dalla protesta degli assistenti di volo ed avvisare in tempo i clienti della cancellazione delle partenze».
Infuriati anche i medici di famiglia, che dicono di avere le mani legate: il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Mario Falconi, sottolinea che «se una persona dice di non aver dormito o di avere sofferto di tachicardia per tutta la notte, nessun medico è in grado di capire se dice la verità o meno e non c`è alcuna possibilità che il medico non la metta in malattia. Per questo da almeno dieci anni sostengo che le assenze brevi debbano essere autocertificate». L`uso del certificato medico che si sta facendo in questi giorni nella vicenda dell`Alitalia, così come è stato fatto altre volte in passato, «non merita alcuna comprensione, né ha senso prenderla con i medici perché per prognosi brevi non si può fare alcunchè».

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