5 Luglio 2002

Oggi «lo sciopero della spesa»: è polemica

La curiosità. L`astensiopne dagli acquisti proclamata dalle associazioni dei consumatori per protesta contro gli aumenti collegati all`euro

Oggi «lo sciopero della spesa»: è polemica

Confesercenti e Confocommercio: nessun aumento ma c`è una crisi nei consumi



Oggi sciopero nazionale dei consumi, promosso da Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons per protestare contro il caro-euro (ovvero, gli arrotondamenti e gli aumenti di prezzi che si sarebbero verificati prima, duratnte e dopo la introduzione della moneta unica europea). Un invito a non fare acquisti nella giornata odierna che viene duramente contestata dalle associazioni del commercio modenese. Ieri è intervenuta la Licom di Modena, oggi è la volta di Confesercenti e Confcommercio.
«Non ci sono validi motivi per ritenere infondati i dati Istat: l`istituto di statistica si basa su un ampio paniere, su cui si può anche discutere ma che ha sempre fotografato la situazione in modo realistico». Tamara Bertoni, direttore di Confesercenti, interviene sullo sciopero della spesa indetto per oggi alle associazioni dei consumatori che lamentano un aumento indiscriminato dei prezzi con l`entrata in vigore dell`Euro, nonostante i dati Istat parlino di inflazione all`1,7%.
«In base ai dati in nostro possesso risulta che gli aumenti riscontrabili sono avvenuti soprattutto in settori non legati alla distribuzione (tariffe e prezzi amministrati) e in settori limitati come la ristorazione, a riposta di una domanda sempre crescente rispetto a bisogni voluttuari. Bisogna poi stare attenti a non imputare all`euro le conseguenze di eventi congiunturali, come gelate e siccità, che si sono verificate ad inizio anno e che sono ora in parte rientrate. Al di là delle posizioni allarmistiche l`impatto dell`Euro nei dodici paesi che hanno adottato la moneta unica è stato positivo, con risultati che sono andati oltre le più rosse previsioni. Quello che invece risulta essere ancora un problema è l`attribuzione di valore all`Euro: la maggior parte dei cittadini non è in grado di valutare la coerenza di un prezzo espresso in Euro. In genere per valutare la convenienza di un prodotto si opera ancora la conversione in Lire e di conseguenza la scarsa padronanza della nuova moneta può creare difficoltà nella gestione del bilancio famigliare. Si ha, in definitiva, l`impressione che il denaro fili via dalle mani più velocemente di prima. Questo può far pensare erroneamente ad un aumento indiscriminato, ma non reale, dei prezzi. In questo contesto creare allarmismi e invitare ad uno sciopero contro paventati aumenti risulta sbagliato e incomprensibile, perché non tiene conto dell`andamento concreto dei prezzi e non coglie i veri problemi derivanti dall`introduzione dell`Euro» conclude Bertoni.
Da parte sua la Confcommercio di Modena domanda in maniera provocatoria: «In base a quale legge economica un operatore commerciale ed artigianale farebbe lievitare i propri prezzi, in un periodo di consumi stagnanti quale quell`attuale? La verità è che i consumatori vedono sempre più calare il loro potere di acquisto a causa della pressione fiscale, della lievitazione delle tariffe e degli aumenti che si sono registrati nell`area dei servizi e della cosiddette spese obbligatorie, quali Rc auto, pedaggio autostradali, canoni telefonici ed altro. E` oggi necessaria una politica che liberi risorse restituendo ai consumatori fiducia e potere d`acuisto e agli operatori incrementi delle vendite che vadano oltre la triste soglia dell`1%».

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