Oggi lo sciopero degli acquisti
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fonte:
- Liberazione
Gravi vizi di illegittimità dietro l`indice dei prezzi al consumo. Altro che 2,8 per cento di inflazione. La percentuale è di almeno dieci punti. Ce ne è per chiedere l`intervento del Tar. Si carica di contenuti il terzo sciopero della spesa, programmato per oggi in tutta Italia. La denuncia arriva direttamente dall`Intesa dei consumatori che chiama in causa il Tar del Lazio. Un ricorso senza precedenti che, se dovesse essere accolto, è destinato a influire su tutti i meccanismi di calcolo, tra i quali quelli retributivi, agganciati alle rilevazioni dell`istituto di statistica. Ma non basta. Codacons, Adusbef, Federconsumatori ed Adoc si levano anche contro il caro-polizza e annunciano una valanga di cause dinanzi ai giudici di pace per chiedere la restituzione del 20 per cento del premio. Questa è, in base alle loro stime, la percentuale indebitamenente percepita dalle compagnie specie dopo l`entrata in vigore della patente a punti e la conseguente diminuzione dei sinistri.
Al centro della querelle il calcolo dell`inflazione. Se l`Istat (ed è di ieri la diffusione del dato ufficiale che indica nel 2,8 per cento l`aumento dei prezzi ad agosto), l`Intesa dei consumatori parla del 10 per cento di aumenti. Frutta e verdura in primis. E Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, afferma che il caro-ortaggi ha determinato una caduta dei consumi di frutta e verdura, beni essenziali, del 25 per cento. Prezzi alle stelle però anche per tariffe di acqua, luce e gas. A dare il colpo di grazia alle già vuote tasche degli italiani che, da “popolo di risparmiatori qual era, è divenuto – osserva Elio Lannutti, presidente di Adusbef – un popolo di debitori“, sono arrivati poi i rincari scuola. Perché poi – ci si chiede – se l`euro rispetto al dollaro si è rivalutato oggi del 12 per cento, la benzina costa oggi quanto costava tempo fa?
Tanta la carne al fuoco, tanta la disperazione del consumatore che lo sciopero di oggi, da simbolico si fa politico. Lo conferma l`adesione di Cgil, Cisl e Uil, Confsal, Cia, Ancescao e di un lunghissimo elenco di associazioni. Lannutti punta il dito contro un governo latitante che non ha preso interventi contro le speculazioni da euro. “Oggi – dice – è come se vigesse la parità, è come se un euro valesse mille lire“. Per Carlo Pileri, presidente Adoc, non è dasottovalutare l`effetto che l`inflazione da euro italiana ha in Europa. E il caso Svezia al riguardo è emblematico. Al sit in delle 10.30 a Montecitorio anche vari parlamentari. Presidi anche in tutte le principali piazze italiane. A fianco dei consumatori, i lavoratori. “Lo scarto tra inflazione e retribuzione – sottolinea Marigia Maulucci, segretaria conferderale Cgil – penalizza le condizioni materiali del lavoro dipendente e delle pensioni riducendone il potere d`acquisto. Di fronte alla recessione – dice ancora l`esponente sindacale – il governo prepara una manovra di tagli alle pensioni, di smantellamento dello stato sociale. Il lavoro dipendente e i pensionati diventano l`unica cassaforte dello Stato“.
Scioperare oggi aderendo alla protesta significa non fare acquisti. Da disertare bar, supermercati, ristoranti, sportelli bancari, botteghe artigiane, cinema, teatri, distributori. Lo shopping diventa tabù. Una protesta che si stima determinerà un ammanco di 300 milioni di euro ai commercianti.
All`indomani della scissione (ad alcuni non è piaciuta “l`ingerenza“ Cisl) anche la Coalizione dei Consumatori (Lega consumatori Acli, Adiconsum e Assoutenti), invitano allo sciopero. In piazza anche i neo Consumatori Indipendenti (Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) già costole della Coalizione che effettuerà a Roma un sit in davanti la sede della Confcommercio.
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