8 Febbraio 2007

Oggi la risposta sull`Arena forti dubbi dopo il decreto

Oggi la risposta sull`Arena forti dubbi dopo il decreto
Dal 2007-08 la capienza sarebbe di 7.500 posti

PISA. Dopo il Consiglio dei ministri, è in arrivo l`elenco degli stadi “belli“ e “brutti“. Pisa spera fortemente di essere inserita nel primo elenco, e di giocare (magari con una capienza ridotta), davanti al proprio pubblico il derby di domenica con la Massese, salvo poi iniziare i lavori di ammodernamento. Ma le sensazioni non sono molto positive, anche se a favore dello stadio c`è il rilievo che molti lavori sono già stati effettuati (compreso il prefiltraggio davanti alla curva Nord) e che la riduzione della capienza a 9.950 posti non è arrivata partendo da 35-40mila posti come altrove in chiara elusione dei decreti Pisanu, ma da 16mila. Dall`altro lato, le decisioni del Consiglio dei ministri di ieri sera (ne parliamo diffusamente nelle pagine nazionali) sembrano andare in direzione del massimo rigore. Soprattutto, è stato confermato lo stop immediato a tutte le deroghe. E all`Arena, come in molti altri stadi, si gioca da tempo con la firma settimanale del sindaco: ma per vecchie inagibilità e non per il decreto Pisanu, questo infatti avveniva già con la vecchia capienza a 16.800 posti. Questo porta a temere – ma senza certezze, per ora – che domenica prossima il derby Pisa-Massese si giocherà a porte chiuse. L`Arena infatti è uno dei numerosissimi stadi italiani non del tutto a norma, e per la nostra città c`è l`aggravante di essere uno dei luoghi considerati più pericolosi dal Ministero dell`interno. Domenica prossima, in particolare, per la serie C i campi considerati a rischio sarebbero Pisa, Castellammare di Stabia, Taranto e Teramo. Ma cosa succederà all`Arena? Oggi è previsto un summit fra il presidente del Pisa Covarelli e l`assessore allo sport Fabrizio Cerri. Sul tavolo gli interventi necessari per la messa a norma dello stadio, i relativi (ingenti) impegni di spesa e nell`immediato la valutazione sull`inserimento dello stadio cittadino nella lista degli impianti “apribili“ al pubblico o meno. E potrebbe partecipare anche il prefetto. Per ora siamo nel campo delle previsioni, ma sembrerebbe che si vada in questa direzione: domenica Pisa-Massese a porte chiuse, e dalla gara casalinga successiva, ovvero Pisa-Pistoiese (difficile a questo punto l`anticipo a venerdì con diretta tv, visto che si giocherebbe di sera), la possibilità di un`Arena a capienza ridotta, entro il nuovo limite dei 7500 posti, se Comune e società saranno in grado di presentare e garantire progetti e apertura di cantieri per la messa a norma. Soluzione, questa, che garantirebbe nell`immediato – a parte la dolorosa rinuncia di Pisa-Massese – almeno i diritti degli abbonati, evitando il rischio di successivi contenziosi. Il Codacons infatti ha già lanciato una campagna affinché gli abbonati delle varie squadre di calcio che non potranno accedere agli impianti a causa del regime di “porte chiuse“ chiedano il rimborso alle società della parte di abbonamento non usufruito. Intanto la Commissione Disciplinare della Lega di serie C ha deciso di respingere il ricorso presentato contro l` ammenda di 10.000 euro (più diffida allo stadio) dopo il derby di Grosseto: La Disciplinare ha ribadito la gravità dei fatti contestati (il petardo scoppiato nei pressi di un raccattapalle). In attesa di sapere se il pubblico potrà o meno assistere al derby di domenica, bisogna pensare anche al futuro, e non solo quello prosismo. Due mesi fa infatti il presidente del Pisa Covarelli ha chiesto di replicare quanto avvenuto di recente a Perugia, dove Comune e società di calcio hanno firmato una convenzione per lo stadio: durata di 40 anni e con essa il diritto di superficie intorno alla struttura, dando così la possibilità di sviluppare attività commerciali di varia natura. “Se avrò via libera da sindaco e assessore allo sport sono pronto a presentare un progetto in poco tempo. Tre le ipotesi formulate: la ristrutturazione dell`Arena; lo sviluppo del nuovo stadio ad Ospedaletto; oppure ancora la creazione di una Cittadella dello Sport, così da dare alle squadre la possibilità di allenarsi su campi della società e di alloggiare in foresterie interne, risparmiando su affitti e ritiri. Anche Covarelli vorrebbe l`Arena per quarant`anni (e disporre di qualche finanziamento): elementi ritenuti indispensabili per grandi programmazioni e avere la certezza di adeguati ritorni economici.

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